Ma poi arriva il male. Perché il male c’è sempre, bisogna solo avere pazienza – lui gioca a nascondino.
Ce ne erano state, eccome, di altre occasioni per correre ai ripari, nel corso degli ultimi mesi, opportunità, ma lui come sempre s’era ridotto all’ultimo e ora doveva fare tutto alla svelta, oppure rischiava di non fare a tempo e rovinarsi definitivamente.
L'acqua era ferma, di quel colore che non aveva nome.
Prendeva una schedina del totocalcio da compilare, e possiamo dire che questo era in un certo modo il suo lavoro, nel senso che era l'unica cosa che faceva con regolarità e impegno visibili.
«Poi, certo, tornerà l’inverno. Torneranno la neve, il buio, il silenzio. Anche qui. Tornerà quella solitudine profonda dei luoghi quando la folla se ne va...».
Il testo di Luca Moretti con cui è stata aperta la IV edizione della Festa delle Narrazioni Popolari.
Gli scatti di Alessandro Chiappanuvoli e Daniela Gizi.
Grazie ancora chi prosegue con noi nel cammino di autodeterminazione narrativa delle comunità.