Prendeva una schedina del totocalcio da compilare, e possiamo dire che questo era in un certo modo il suo lavoro, nel senso che era l'unica cosa che faceva con regolarità e impegno visibili.
«Poi, certo, tornerà l’inverno. Torneranno la neve, il buio, il silenzio. Anche qui. Tornerà quella solitudine profonda dei luoghi quando la folla se ne va...».
Il testo di Luca Moretti con cui è stata aperta la IV edizione della Festa delle Narrazioni Popolari.
Gli scatti di Alessandro Chiappanuvoli e Daniela Gizi.
Grazie ancora chi prosegue con noi nel cammino di autodeterminazione narrativa delle comunità.
Tra il silenzio del chiostro, le antiche architetture e il paesaggio che si apre sulle montagne d'Abruzzo, il convento si conferma uno spazio dove storie, voci e comunità si ritrovano per dare nuova vita a un patrimonio che continua a parlare al presente. Cuore della manifestazione, infatti, saranno gli incontri con artisti della scena culturale contemporanea.
Corpi che vacillano, padri che ritornano: la letteratura alla Festa delle Narrazioni Popolari 2026.
Come ogni anno anche questa estate torneremo a ripeterlo, come una giaculatoria pagana mai slabbrata dall'uso, che per noi abitare un luogo equivale ad ascoltarlo e restituirgli le storie che qualcun altro aveva deciso di seppellire.
Nel pub faceva buio presto. Io stavo di fondo, ma io non faccio testo. Arriverà il giorno che si dimenticheranno di me e mi chiuderanno dentro per la notte.
Era nel corridoio che dal cortile portava al marciapiede. Adagiato in mezzo al pavimento, come se dormisse. Un picchio. Niente sangue, niente piume staccate. Forse il vetro di una finestra. O qualche altro motivo che non lo riguardava.