La colazione
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La colazione

 

 

Elisa prepara il caffè alle sette meno dieci perché alle sette Livio deve essere già fuori dalla doccia. La moka è quella che hanno ricevuto come regalo di nozze dalla zia di lui che adesso è morta da quattro anni, il manico si è rotto due volte e l'hanno incollato con la colla per plastica che non tiene mai come dovrebbe. Elisa sa esattamente quanta acqua mettere senza guardare la tacchetta sul lato, poi tre cucchiaini di caffè, fiamma media, ad aspettare il rumore che conosce così bene da non sentirlo più.

Sono sposati da dodici anni, vivono in un bilocale dove in inverno il riscaldamento funziona male e l'umidità ti entra nelle ossa. Livio lavora in una concessionaria e vende auto principalmente a persone non possono permettersele ma le comprano lo stesso facendo prestiti che pagheranno per anni e anni. Elisa lavora in uno studio commercialista dove segue le buste paga e risponde al telefono a clienti che perlopiù si lamentano delle tasse.

La sera mangiano quasi sempre davanti alla televisione, programmi di cucina dove chef famosi urlano a persone che non sanno cucinare. Livio ripete sempre che lui saprebbe fare meglio e Elisa non replica perché Livio non sa neanche fare una frittata senza bruciarla. Dopo cena Livio scrolla il telefono e Elisa lava i piatti, a volte lui le domanda della sua giornata e lei risponde bene anche quando non è vero. Lui non chiede altro e lei è tutto sommato grata di questo.

Il sesso è diventato una cosa che fanno una sera a settimana se nessuno dei due è troppo stanco. Livio si muove sempre allo stesso modo e Elisa sa esattamente quanto durerà, dopo lui si addormenta subito e lei resta sveglia a guardare la stanza nella penombra, pensando a cambi d'arredamento che non farà mai.

 

Sei mesi fa Elisa ha incontrato Milo al supermercato. Era uno con cui andava a scuola trent'anni prima, lui le ha detto che era ancora bellissima e lei ha riso, anche se sospetta non sia vero. Si sono visti per un caffè, e poi per un altro caffè, e poi Milo l'ha baciata nel parcheggio dietro il centro commerciale. Elisa ha pensato che avrebbe dovuto sentirsi in colpa, ma si era sentita solo viva.

Hanno scopato nell'appartamento di lui, due volte. La prima Elisa tremava talmente tanto che Milo le ha chiesto se stesse bene. La seconda era andata meglio, lui le diceva cose che da Livio non sentiva più da anni, o forse non le aveva proprio mai dette. Dopo Elisa tornava a casa e preparava la cena e, mentre guardava Livio mangiare, pensava a come fosse facile vivere due vite diverse.

 

A un certo punto Milo le aveva chiesto di lasciare Livio, gliel'aveva proposto mentre erano nella sua auto con i finestrini appannati. Elisa aveva risposto che ci doveva pensare e lui ha detto che capiva ma che non poteva aspettare per sempre, che non erano più ragazzini e per certe decisioni, alla loro età, bisognava scegliere in fretta perché la vita non dura per sempre. Lei aveva annuito e pensato che tutti dicono sempre che non possono aspettare, ma poi aspettano lo stesso finché non si stancano.

Quella sera Elisa era tornata a casa trovando Livio sul divano a guardare un programma su gente che riparava auto d'epoca, si era seduta accanto a lui e gli aveva chiesto se era felice. Livio l'aveva guardata come se avesse fatto una domanda strana, molto strana, per poi rispondere semplicemente certo, perché? Elisa aveva scrollato le spalle e a lui tutto sommato era parsa una spiegazione sufficiente.

 

Elisa ha smesso di vedere Milo tre settimane fa. Non ha risposto ai suoi messaggi e dopo un po' lui ha smesso di scrivere. Una volta lo ha incrociato al supermercato e hanno finta di non vedersi. Meglio così, ha pensato lei. Ha capito che lasciare Livio in fondo significherebbe solo trovare un altro appartamento e dividere altri mobili comprati insieme, e spiegare a tutti perché se ne va. Significherebbe ricominciare a quarantadue anni quando è già stanca adesso.

 

Livio esce dalla doccia avvolto nell'accappatoio che si sta sfrangiando ai bordi, lei gli versa il caffè nella tazzina con la scritta Miglior Papà del Mondo, anche se non hanno figli. Lui beve in piedi guardando fuori dalla finestra, dove non c'è niente da vedere se non il palazzo di fronte, mentre Elisa beve il suo caffè seduta al tavolo, guardando lui.

Pensa che questo è tutto quello che c'è, che l'amore forse è proprio ciò che ha davanti, imparare a preparare il caffè e non pensare troppo se si è felici o meno. Pensa che Milo era solo una bugia che si era raccontata per credere e sperare ci fosse qualcos'altro.

Livio posa la tazzina nel lavandino e va a vestirsi, Elisa resta seduta al tavolo per un po', mentre il caffè diventa freddo. Fuori inizia a piovere e lei guarda le gocce che scivolano sulla finestra, si chiede se potrebbe ancora chiamare Milo, dirgli che lascia tutto e che vuole provarci davvero. Ma tanto sa che non lo farà.

Poi beve il caffè freddo, si alza e poggia anche lei la tazzina nel lavabo, finisce di prepararsi, prende l'ombrello e si avvia verso il lavoro. La vita va avanti nello stesso modo di sempre e forse è proprio questo il punto, che continua anche quando vorresti che si fermasse, anche quando hai ormai capito che non ti porta da nessuna parte.

 

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