Chimerapp® – Scopri la meraviglia che dorme sotto la tua pelle.
Perché l’evoluzione non aspetta chi resta fermo.
Aggiornati. Rinasci. Riparti da te.
Sono le 16.47 di un venerdì che sa di caffè sbiadito, quello del distributore che ogni giorno in ufficio sputa bicchierini stropicciati e fumanti. Ma oggi Renato, mentre mastica residui di plastica e labbra scottate, sente che c’è qualcosa di diverso. Finalmente è arrivato il pizzicore che stava aspettando. Nel punto molle tra il pollice e l’indice, la pelle gli si sta aprendo come una porta minuscola. Niente sangue, nessun dolore. Solo una piega viva che si scosta piano e gli mostra cosa c’è sotto: il giallo lattiginoso del grasso, i filamenti rossi dei capillari, un tremolio di muscoli che sembrano respirare. Da quel magma di tessuti si erge lenta una cupola di carne, liscia e lucente. Il suo sesto dito.
Renato vorrebbe sentirla, la meraviglia - quella che lo fa restare a bocca così aperta da farsi venire i crampi. Invece no. Le labbra gli si sformano da sole in una mezza luna tirata giù dalla gravità. Non ci può fare niente, quella nascita lo disturba. Gli bruciano gli occhi nel guardare quell’errore di stampa della realtà e sente salire un saporaccio dalla pancia. Qualcosa dentro di lui si muove, come se lo stesse riscrivendo da dentro, e ha il gusto di latte andato a male. Poi, all’improvviso, vomita la sua pausa caffè.
Così comincia la sua metamorfosi.
Chimerapp® – La perfezione in un abbonamento.
Un piccolo sacrificio per un grande passo evolutivo.
Inserisci il tuo codice. Riprogramma il tuo destino.
Un anno. Un anno buttato via, perdendo pezzo dopo pezzo quello che era una volta. La vista, la lucidità e il tono della voce sono tutti evaporati in mezzo ad una nebbia fitta di mansioni inutili e lavoretti presi di straforo. Renato ha dovuto persino fare da balia ai gemelli del direttore - due piccole formule del male programmate all’arte di ridere solo quando qualcuno cade.
E lui, di cadere, è caduto. Sul pavimento lustrato con la sciolina; sotto una pioggia di puntine da disegno; negli angoli dove Fufy, il barboncino infernale del capo, lo aspettava per azzannargli il polpaccio. Gli ha lasciato addosso un marchio a fuoco che grida a tutti “SCARTO UMANO!”.
E tutto questo per cosa? Per raccattare abbastanza spiccioli e comprarsi una mutazione in saldo sul catalogo di Chimerapp.
E Renato, come tanti aveva abboccato:
Chimerapp® - Il futuro inizia con un dito in più.
Non fare solo un passo. Fai un salto.
Un dito in più per afferrare con sicurezza il domani.
Forse la colpa era stata di quella musichetta epica di Strauss che gli aveva fatto rizzare i peli sulle mani, o di quel tizio dello spot, vestito come Fred Flintstone, che toccava un Monolite Nero e veniva risucchiato in una scia di luce. Una specie di linea temporale fatta di caselle sospese come una gigantesca Campana Cosmica. A ogni balzo, cambiava qualcosa: la pelle diventava più liscia, i denti più bianchi, il sorriso più largo. Alla fine atterrava in un futuro pieno di luci abbaglianti e grattacieli, circondato da colleghi entusiasti che gli ammiravano e gli stringevano la sua splendida mano con sei dita, mentre una donna in tailleur gli infilava una fede sull’anulare replicante. Solo che, Renato avrebbe dovuto capirlo subito: che salto poteva mai essere un dito in più?
Al gioco della Campana, da bambino ci giocava da solo, disegnando le caselle con il gessetto trovato negli Happy Meal. Gli sembrava che arrivare fino in fondo volesse dire diventare qualcuno. Ora la sua vita intera è ferma lì, su quella casella – l’ultima prima di toccare il cielo – con il piede incerto sul gesso sbavato e un dito in più che spunta.
E poi ci sono quelli che, al gioco della Campana Cosmica, hanno barato. Come Enrico il Viscidone, del reparto corrispondenza, che si è disegnato l’ultima casella più grande per potergli lanciare direttamente il sasso. Così, con le sue gambe tozze e il grugno da cinghiale, un giorno è tornato in ufficio con una coda da tigre capace di avvinghiarsi da sola ai fianchi delle donne. Quel salto, però, gli è costato caro: un pezzo di sé. Ora va in giro a dire che senza pancreas si vive benissimo e che il suo calendario erotico è improvvisamente esploso.
Renato no. Renato vorrebbe restare intero, anche se non sa più bene cosa significhi. Non è pronto a smontarsi come un vecchio robot di latta, a farsi cambiare gli ingranaggi nella speranza di marciare meglio. Ma ogni mattina, quando accende il suo computer e lo schermo gli rimanda il suo riflesso in scala di grigi, desidera con tutte le sue forze un miracolo luminoso. Uno qualsiasi. In un mondo dove persino la meraviglia ha il suo codice a barre.
Chimerapp® - Cerca la fede nel tuo DNA
Le tue cellule attendono solo un segnale per rinascere.
Credici. Trasformati. Sii la tua versione definitiva.
Alle 17.34 il nuovo arrivato ha già una sua unghia, chiara e dura, che brilla sotto la luce come una aureola di rivelazione. Renato lo battezza Falangelo, il suo piccolo custode tascabile, a cui può rivolgere le preghiere che non osa più fare nemmeno a sé stesso. Prova a muoverlo, senza riuscirci davvero, e lo guarda con una pietà sfinita: povero Falangelo, tremolante sotto il peso delle sue aspettative, incapace persino di reggere una tazzina di caffè. Eppure è a lui che chiede l’unica grazia che gli importa: strapparlo dall’anonimato.
Forse, pensa, il miracolo ha già iniziato a compiersi. Perché oggi, alle 18.45, Aida gli ha rivolto la parola.
Chimerapp® - L’amore è chimica. Noi ne conosciamo la formula.
Seduci. Brilla. Evolviti.
Chi non muta, muore da solo.
Perché, alla fine, chi vuole prendere in giro? Il miracolo che Renato cerca ha la semplice forma di un contatto umano. Non ha mai sognato di appendersi con una coda da opossum ai lampadari per esibirsi in sesso acrobatico durante i Neodarwinparty, né di parlare di filosofia liquida fumando bolle di gas azotato dalle branchie decorative agli Happy Hour subacquei. C’è stato un tempo, forse, in cui aveva guardato con una certa invidia le corna da unicorno prima che finissero declassate da sogno mitologico romantico a gadget sadomaso dopo troppi incidenti in camera da letto. No. Non è quel tipo di prodigio che Renato cerca. Renato vuole l’unico rimasto davvero misterioso, il più autentico, più sottovalutato, più antico dai tempi in cui il primo uomo ha tremato, nudo, di fronte alla bellezza pura di una donna: quello dell’Amore.
Renato vuole Amore. Renato vuole Aida.
Aida, con quelle orecchie da volpe che si muovono in modo deliziosamente asimmetrico come se captassero messaggi che gli altri non sentono. Quei ciuffetti ribelli alle punte che gli sembrano più sovversivi di qualsiasi piumaggio da pavone che spunta da un sedere. Lei, Direttrice delle Risorse Umane, troppo in alto nella gerarchia dei corpi per uno come lui che si sente un’ombra di passaggio tra le scrivanie. Eppure in lui brucia un’urgenza che divora tutto il resto: essere visto. Non dagli altri, ma da lei soltanto. E oggi, per la prima volta, Aida lo ha visto. Lo ha invitato a bere qualcosa. Deve essersi accorta che qualcosa in lui è cambiato. Forse ha intravisto il bagliore timido del suo Falangelo. Quel dito, che fino ad un attimo prima Renato malediceva come un accessorio inetto, ora è diventato il suo talismano, che con un gesto invisibile gli sta tracciando con il gesso una casella luminosa sul marciapiede grigio della sua vita.
Chimerapp® – L’amore riconosce la forma giusta.
Mostra l’ultima versione di te stesso.
Solo chi evolve merita di essere visto
Quando la vede avvicinarsi al tavolo, Renato sente lo stomaco arricciarsi come una ciocca di capelli vicino al fuoco. Falangelo scalpita contro la gamba, lui lo picchietta con il pollice per zittirlo. Cerca di tenerlo nascosto. Aspetta, gli sussurra dentro. Non ancora. E intanto immagina il momento: lei che lo guarda trepidante, lui che le mostra con fierezza il piccolo segno della sua metamorfosi. Lo muoverà davanti ai suoi occhi facendole vedere quanto…
«Mi sono pentita!».
Renato sospende i suoi pensieri, anche lo sbattere degli occhi si ferma. Diventa statua. Marmo gelido che si solidifica dentro di lui. La guarda, confuso. Aida si arruffa i capelli per nascondere le orecchie volpine nel goffo tentativo di imbruttirsi. «Questi… cosi appuntiti. Mio padre me li ha incollati addosso come un trofeo. Come dire: guardate, mia figlia, modello di lusso, serie limitata. Io non volevo. Mai voluto. Ma chi glielo diceva? Al Giudice non dicevi no. Non dicevi niente.» Ride secca, una risata che muore subito. «Lui ordinava, io dovevo brillare. Brillare pure quando volevo solo sparire.»
Chimerapp® – La vita è solo la prima versione.
L’eternità inizia con l’accesso.
Resta connesso, per sempre.
Il nome – il Giudice - basta da solo a far rattrappire Falangelo. Lei è la figlia del Giudice. Questa donna celestiale è nata da quel mostro potente, influente, onnipresente che ha fondato Chimerapp, l’uomo che ha governato corpi e codici, che per primo si è fatto crescere sulla schiena due ali d’arpia, scure e maestose. E da allora ha volato sopra la città come un semidio che ha sfidato le leggi di biogenetica. Fino al giorno in cui un aereo lo ha inghiottito e sputato in una pioggia di coriandoli rossi. Ma le voci su di lui non hanno smesso di correre: c’è chi dice che vive ancora, dentro la sua creatura, che Chimerapp sia stata infestata dalla sua leggenda.
E adesso Renato è lì, seduto davanti alla sua erede.
Aida alza lo sguardo. E stavolta nei suoi occhi non c’è rabbia, solo stanchezza. Una stanchezza che sa di resa alla verità. «Ma tu no. Tu sei… tu. Non ti sei fatto rivestire da scaglie luminescenti per farti bello. Sei rimasto… vero.» Le sue mani, tremanti di emozione, cercano quelle di Renato. Ma le mani di Renato restano sotto il tavolo, ferme, serrate, a nascondere l’impostore.
Chimerapp® – Autenticità? Versione obsoleta.
I nostalgici della purezza sono già estinti.
Resta al passo. O resta indietro.
Alle 19.18 Falangelo – il totem che avrebbe dovuto trascinarlo fuori da sé stesso – cade in silenzio sotto la lama di un banale coltellino da burro. Sotto il tavolo, Renato stringe il brandello di carne nel fazzoletto come una cicca spenta di nascosto. Per un istante si illude. Si illude di aver strappato via la maschera, di essere tornato indietro, al suo stampo originale. Poi il suo cellulare si accende da solo, vibrando come un animale intrappolato. Sullo schermo appare la sentenza:
Upgrade non reversibile.
La funzione Autenticità è riservata solo
agli abbonati Premium.
Due enormi ali d’arpia squarciano lo schermo, piume lucide di sangue che cercano di ghermirlo. Sembrano così reali che Renato fa un balzo all’indietro, rovesciando sedia e fazzoletto. Il dito staccato rotola per terra. Renato rimane in piedi, col fiato corto e gli occhi sbarrati sul cellulare. Tra le piume lampeggia un necrologio digitale:
Accesso negato.
Non idoneo al pacchetto
Interazioni con il Giudice Family.
Dalla pelle, intanto, un’altra forma chiara spinge per uscire. Renato chiude la mano ma il battito sotto la pelle è più forte, cocciuto come una gramigna che buca l’asfalto. Aida abbassa lo sguardo verso il pavimento, il dito tagliato si muove appena, un piccolo spasmo, come se tentasse di rimettersi in piedi. Poi Aida alza gli occhi e lo fissa, le orecchie che fremono piano: «Anche tu?». Le parole le scivolano fuori come un sospiro. Dal suo petto sparisce un poco di speranza; nei suoi occhi c’è la delusione di chi aveva sperato in un’altra resistenza. Renato è ancora in piedi, la bocca pronta a spiegare e vuota: le parole non vengono. Nella testa gli corrono lettere e frasi senza senso; l’unica cosa chiara è la nausea, e il peso di tutto quello che ha creduto: che fosse nato rotto, difettoso, incompleto; che servisse un’aggiunta per meritarsi uno sguardo, una carezza, un po' d’amore. Ora capisce che non era così. Era nato intero, puro, con già tutto quello che serviva per vivere. È stato il Sistema a insegnargli la mancanza. Ma ormai è troppo tardi. Tocchi il circuito e il circuito ti tiene. Non torni più indietro. L’appendice ricrescerà ogni volta, fedele come il rimorso.
Aida si volta. Non dice altro. Il rumore dei suoi passi si confonde con il ticchettio dello spot che è ripartito in loop dal grande schermo sopra l’insegna del locale. Una coppia si tiene per mano, entrambi con sei dita. Sorridono. Le loro ombre si allungano sulla faccia di Renato, come per fagocitarlo. Una voce metallica di donna declama:
Chimerapp® ti ama anche quando provi a darci un taglio.
Chi ti cambia, non ti lascia.
Mai.
**********Aggiornamento automatico completato************