Avere vent'anni #3 (2005)
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Avere vent'anni #3 (2005)

 

2005 – ON THE ROAD

Abbiamo dunque un sito, abbiamo varie manciate di racconti persino buoni, abbiamo alle spalle una serata che se non di successo almeno si è fatta un po' notare, è ormai evidente per tutti che non c'è più spazio per marce indietro, si può solo continuare a viaggiare come carrarmati, a portare avanti il verbo.

Siamo giovani e uniamo insieme la sicumera tracotante dell'età e un entusiasmo ingenuo ma genuino, ci mettiamo in moto con l'obiettivo semplice e diretto di arrivare ovunque. Ci sembra plausibile.

Notiamo attorno a noi un gran fermento. Temevamo di spaziare in un universo di desolata solitudine e ci ritroviamo invece in felice compagnia di centinaia e centinaia di abitanti. Credevamo di affacciarci su una baia vergine e al contrario scopriamo una tribù. Dissociata, frammentata, atomizzata, ma cazzo, pur sempre una tribù.

La Terra di Nessuno si popola e ha fame. Tanta fame di lettura. Tanta voglia di condivisione, di partecipare. Tante energie. Più di tutto, tante persone.

Di conseguenza ci buttiamo a capofitto nell'unica cosa che possiamo fare, una presenza fisica costante che ci conduce – fuor di metafora – dappertutto.

Organizziamo reading, serate, feste, eventi, flash mob, blitz, andiamo a fare letture nelle metropolitane (dove nonostante gli sforzi per farci notare non viene nessuno a portarci via di peso), in locali nascosti dietro discoteche alla moda (ma non nelle suddette discoteche alla moda, piuttosto in un club di nerd informatici, condividendo però il vialetto d'accesso con tamarri e ragazze in tacco 12 e minigonna), in feste latino-americane dove ci guardano come marziani, un po' ovunque ci guardano come marziani e noi ne andiamo fieri.

Il concetto di andare ovunque lo intendiamo proprio in senso fisico letterale. Roma poco a poco la battiamo tutta, dalle librerie indipendenti alle catene di marchi famosi, dai raduni improvvisati ai festival nei parchi, dalle radio alternative agli studi televisivi delle prime trasmissioni del digitale terrestre, dalle enoteche in centro ai bar in periferia, dai centri sociali ai club di programmatori smanettoni, portando avanti il dogma dell'open source e promuovendo i nostri racconti a sorgente libera.

Cominciamo a uscire dal GRA, arriviamo a Bologna, arriviamo a Venezia, arriviamo a Perugia, arriviamo a L'Aquila, a Pescara, a Recanati, alle Fonti del Clitunno, arriviamo portando con noi le prime produzioni a marchio TN: audiolibri in minidisc, libricini di ricette narrative, magazine spartani, strisce letterarie, gli immancabili adesivi, qualche numero di alcune riviste che hanno ospitato le nostre riflessioni, reading-box e writing-box, rudimentale aggeggio dal nome moderno che al (L)eft di Bologna diventa il nostro primo esperimento di scrittura collettiva.

Parliamo davanti a sale strapiene come di fronte a tre persone, in ristoranti di lusso come in pratoni in aperta campagna. Queste esperienze iniziali ci portano a teorizzare una nuova fruizione dell'evento letterario, dove la parte più importante dei reading diventa il dj set.

 tn2005b insta

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