FNP26 - Gli appuntamenti letterari
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FNP26 - Gli appuntamenti letterari

 

Ci sono libri che arrivano a Civitaretenga già carichi dalla loro aura, portando con sé il rumore della critica e dei premi, e libri che qui trovano semplicemente il loro pubblico ideale, quello disposto ad ascoltarli senza il filtro di un salotto. Quest'anno la Festa ne ospita due, entrambi attraversati, pur partendo da territori opposti, dalla stessa domanda, e cioé cosa resta di un corpo, di una mente, di un padre, quando la forma consueta con cui li abbiamo conosciuti smette di reggere.

Il primo è Lo sbilico di Alcide Pierantozzi (Einaudi), sia finalista al Premio Strega che presente nella cinquina del Campiello di quest'anno, accolto dalla critica come uno dei romanzi più convincenti dell'annata. Pierantozzi, nato nel 1985, esordiente a soli ventun anni con Uno in diviso e autore da allora di vari romanzi, qui abbandona ogni distanza di sicurezza e con Lo sbilico ci immerge nella cronaca in prima persona di un disagio psichico raccontato da dentro, senza il velo consolatorio della metafora, ambientato in quel margine geografico tra Abruzzo e Marche che l'autore conosce come propria carne. Il romanzo, o memoir, la definizione resta volutamente sfumata, non procede per trama ma per accumulo di momenti. Il ritorno quarantenne nella casa di famiglia, una madre malata che diventa il punto fermo attorno a cui tutto ruota, un padre incapace di riconoscere fino in fondo la gravità di ciò che sta accadendo al figlio. A colpire, prima ancora dei contenuti, è la tenuta stilistica, una sintassi controllata, quasi classica, chiamata a contenere e insieme a mettere in scena il caos di una mente che accelera fino ad andare fuori controllo. Non è un libro che chiede compassione, né la offre, e anzi rivendica il diritto di incrinare ogni giorno le certezze dei sani, restituendo dignità letteraria a un'esperienza che la narrativa italiana ha troppo spesso trattato in maniera laterale, quando non evitato del tutto. Il libro sarà tradotto in inglese e in francese, a conferma di una risonanza che ha superato in fretta i confini nazionali. A dialogare con l'autore, Luciano Funetta.

Il secondo appuntamento strettamente letterario è con Christian Raimo e il suo L'invenzione del colore (La nave di Teseo), esordio per la casa editrice milanese dopo anni di narrativa e saggistica dedicate a scuola e società. Anche qui la materia è un corpo che cede, ma questa volta è quello che corrisponde a un'assenza, e cioè il padre dell'autore, morto da anni ma tornato a manifestarsi nei sogni del figlio, che fu tecnico e poi dirigente della Technicolor romana, l'azienda che per decenni ha impastato chimicamente il colore delle pellicole prima dell'avvento del digitale (e a lui si deve, tra l'altro, un metodo di trattamento che ha lasciato un segno tangibile nella storia del cinema italiano e internazionale). Il protagonista, cinquantenne e professore di liceo come l'autore, porta nel romanzo anche il proprio presente, i rapporti spesso comici e impossibili con gli studenti, il legame con la compagna Gadda, militante instancabile che opera quasi da coscienza politica dell'io narrante, e un'immagine dell'Italia che dal miracolo economico è passata al tramonto industriale senza mai fare veramente i conti con quel passaggio. Raimo mescola registri alti e bassi, dialetto e riflessione, ricordi personali e immaginario collettivo (il cinema di un'intera generazione, i suoi miti popolari) costruendo un romanzo di formazione tardivo e insieme un giallo familiare, in cui la ricerca del padre si allarga fino a diventare ritratto di una classe operaia scomparsa e di un'Italia, quella del cinema, della scuola, della militanza politica, che il protagonista riconosce somigliargli sempre più. A presentare l'incontro, Alessandro Chiappanuvoli.

Ad affiancare le due presentazioni, un talk dedicato a Gabriele D'Annunzio e alla sua avventura fiumana, D'Annunzio: un poeta a capo della Rivoluzione, con Pier Paolo Di Mino e Luca Moretti. Un'occasione per interrogarsi su Fiume come esperimento e non come nota a margine dei libri di scuola, un momento storico allo stesso tempo ambiguo e affascinante, un tentativo di autogoverno popolare, con un poeta a guidare una rivolta, che ancora oggi resiste a ogni facile catalogazione.

Tre appuntamenti, tre modi diversi di guardare a un qualcosa che non mantiene più la forma che gli era stata data, che sia una mente, un padre, una città in rivolta, e di provare comunque a raccontarlo attraverso gli strumenti della letteratura.

 

Gli appuntamenti letterari della Festa delle Narrazioni Popolari 2026:

  • Lo sbilico (Einaudi), romanzo di Alcide Pierantozzi, dialoga con l'autore Luciano Funetta - venerdì 7 agosto, ore 19:30
  • D'Annunzio: un poeta a capo della Rivoluzione, talk con Pier Paolo Di Mino e Luca Moretti - sabato 8 agosto, ore 18:30
  • L'invenzione del colore (La nave di Teseo), romanzo di Christian Raimo, dialoga con l'autore Alessandro Chiappanuvoli - sabato 8 agosto, ore 19:30

 

Convento di Sant'Antonio, Civitaretenga (Navelli – AQ). Ingresso libero.

 

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