Storia di un declino implacabile in dieci mosse
CARLO MAGNO
[quarta mossa]

La cosa buona era che, per ubriacarsi come una bestia, ormai, gli bastava anche solo un bicchiere di buon vino. E gliene concedevano anche fino a tre, durante la cena. Non sarà stata un’abitudine da buon cristiano, ma ridursi uno schifo, a Carlo, era sempre piaciuto. Fin da piccolo. Doveva essere così, anche se aveva ricordi assai vaghi della propria infanzia. Per esempio non si ricordava dove fosse esattamente nato, e neanche il buon Eginardo, che si era fissato di voler scrivere una biografia sulla sua persona, non era riuscito a saperne nulla. Eginardo! Ogni tanto si era fatto leggere qualche passo di quanto andava scrivendo. Non che Carlo ci capisse molto di lettere e queste cose qui, ma, malgrado la fantasia con cui andava inventando delle storie assurde sul proprio conto, il bravo uomo non sembrava avere troppo talento. Delle vere puttanate! Ma ne valeva la pena. In occasione delle letture gli facevano bere un bicchiere in più del solito.
Purtroppo tutta questa gente, lo capiva anche da solo, lo faceva per il suo bene a rovinargli tanto la vita. Ma non era facile, neanche per un imperatore. Un re deve tutto al suo popolo. Deve dimostrarsi forte e coraggioso. Suo padre, Pipino, per esempio, che non era più alto di un cane, una volta aveva affrontato a mani nude un leone. Il leone, a dir la verità, prima era stato picchiato, ferito e avvelenato e, malgrado ciò, papà ci aveva messo un bel po’ a finirlo. Ma affrontare un leone è una cosa diversa da dover indossare una tunica come le donne, dover mangiar lesso come uno senza denti, e dover assistere messa tre volte al giorno come un monaco. Prima di tutto, riguardo alle tuniche, un uomo non si deve vestire come una femmina. Le femmine vanno prese con forza e amate con vigore. Tutta questa gente, a cominciare dal Papa e da Alcuino, avevano questa fissazione per la castità, cioè il fatto di non dover fare l’amore. A Carlo Alcuino gli aveva anche spiegato l’origine e la motivazione di questa usanza, ma non avrebbe saputa ripeterla.























