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Anche stasera TerraNullius Narrazioni Popolari è presente al Teatro Argot con parole e immagini provenienti dal “ricordo di chi non c’era”; è così infatti che abbiamo deciso di intitolare la prima tappa del progetto GTI Gran Teatro Italia, dedicato a quelli che la stampa volle e riuscì a marchiare come gli anni di piombo, anni di contrasti, anni non solo bui, ovviamente, viste le luci delle conquiste, i colori del dissenso, il miraggio abbagliante di esser riusciti a far inceppare la “macchina del potere”.

“Il ricordo di chi non c’era” è dunque un immaginario, un luogo del possibile, o della memoria infantile, visto che noi di TN siamo nati tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta, ricordi di parole e immagini, narrazioni che nel caso di Luciano Funetta trasmigrano addirittura nella creazione di un possibile futuro, nel quale però non cambia l’ “istinto consapevole” di non farsi espropriare del proprio corpo e della propria coscienza, consacrando la lotta e la ribellione, a sentimenti senza tempo.

Il lavoro fotografico di Miriam Di Domenico, che sarà proiettato durante il reading assieme alle illustrazioni di Veronica Leffe e alle composizioni fotografico-illustrate firmate dalle due artiste insieme, è anche un sentito omaggio a uno dei due ospiti di questo appuntamento, Tano D’Amico. La base delle stampe create da Miriam sono infatti foto di Tano D’Amico sulle quali sono state sovrapposte e bruciate fotografie degli stessi luoghi oggi, strade e aule universitarie, rappresentate come ormai prive della presenza dirompente immortalata dal fotografo, spazi probabilmente che hanno perso la presenza collettiva straripante di un sentimento di opposizione politica, culturale, estetica e, infine, anche di immaginazione.

Insieme a Tano D’Amico, anche Claudio D’Aguanno, uno degli altri autori del libro che ripercorre la storia di Daddo e Paolo, due giovani attivisti che scelsero la lotta armata, che scelsero di opporsi “alzando il livello dello scontro”, una storia che però è anche il racconto di un’amicizia, di una fratellanza di anime, prima che politica, la storia di una fotografia che ha avuto la forza di raccontare, da sola, tutto questo. La storia, insomma, di un’altra immagine.

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