Mai morti #13 - Gianluca Colloca

Georg Trkal

Mai morti è una rubrica di TerraNullius. Mai morti è un libro pubblicato da Dissensi Edizioni nel 2012, a cura di Marco Lupo e Luca Moretti, prefazione di Giancarlo De Cataldo.

I coccodrilli di morti suicidi o morti di fame o morti di noia ritornano nella rete. Che il loro spirito possa strisciare nelle nostre carcasse biodinamiche.

I Mai morti sono bastardi del tempo che hanno vissuto, figli di una letteratura minore. Sono famosi o non lo sono. Sono esistiti o non lo sono. Sono scrittori o imbianchini, sono stati punti neri sulla scacchiera bianca o sono stati al margine, non importa.

Oggi è la volta di Steve Prefontaine, Ryan Dunn e Georg Trakl, riesumati da Gianluca Colloca.

 

 

Steve Prefontaine - (atleta, 1951-1975)
Pre (come lo chiameranno in seguito tifosi e appassionati) nasce e cresce in Oregon, in una famiglia dove nessuno si interessa all’atletica leggera. E all’inizio nemmeno lui, che preferisce basket e football. Sport nei quali dimostra talento, ma che lo vedono penalizzato dalla bassa statura e dal fisico esile. Alla corsa si avvicina quasi per caso intorno ai tredici anni, ma tanto basta perché ai tempi della high school sia già un fenomeno. Circa quaranta college gli offrono borse di studio, ma lui sceglie di non spostarsi troppo e accetta quella dell’università dell’Oregon, dove il coach Bill Bowerman gli promette di farlo diventare il più forte mezzofondista del mondo. A Eugene (città che oggi gli dedica uno stadio e la Prefontaine Classic, uno dei meeting internazionali più importanti) si specializza nei 5000 mila metri e costruisce il suo mito con tre titoli nazionali universitari in quattro anni (e nel circuito dei college i tifosi avversari indossano magliette con la preghiera Stop Pre), mancando solo quello del 1972, saltato per preparare le Olimpiadi di Monaco. In Germania, a soli ventuno anni, giunge quarto, dopo una gara tutta d’attacco, in testa a tirare il collo agli altri, che lo vede però cedere all’ultimo giro fino a scivolare giù dal podio. Ma questa sua concezione romantica e dispendiosa della corsa, quando gli avversari spesso puntano a gare tattiche per amministrare meglio le energie, gli regala schiere di tifosi. Non corre necessariamente per vincere, dice lui stesso, ma per vedere chi ha più fegato, chi sa soffrire tenendo un ritmo forsennato e, nel finale, soffrire ancora di più. Terminato il college, Pre diventa il primo testimonial di una ditta locale d’abbigliamento sportivo fondata dal suo allenatore Bowerman, la Blue Ribbon Sports, che sulle scarpe mostra come logo una specie di virgola, e solo in seguito cambierà nome in Nike. In pista Pre continua a mietere successi e, inconfondibile con capelli lunghi e baffi, batte più volte i record nazionali sulle varie distanze di fondo e mezzofondo, avviandosi a presentarsi da favorito ai Giochi di Montreal del ’76 ma, l’anno prima, tornando da una festa, perde la vita in un incidente d’auto.


Ryan Dunn
- (personaggio televivo, 1977-2011)
Cresciuto in Pennsylvania, Ryan è il classico ragazzone americano dedito a ragazze, feste e birre. Appena gli ormoni glielo consentono, si fa crescere la barba rossiccia che sarà per sempre il suo segno distintivo. È un amico vero che fa e incassa scherzi con identico entusiasmo. Proprio questa sua predilezione per i prank e il divertimento, canalizzata in una sorta di stupidità controllata, lo porta alla fama attraverso la trasmissione Jackass. Varie stagioni di successo su Mtv, diversi film campioni d’incasso al botteghino, Jackass è il grado zero della comicità: nessuna idea, nessuna logica, nessun tipo di narrazione. Solo un gruppo di persone (perlopiù skater di discreto livello, ex circensi e stuntman alle prime armi) che si cimenta con sincero entusiasmo in prove pericolose e idiote dove spesso ci si fa malissimo, o nella più politically correct delle ipotesi compie scherzi da candid camera classica, solo molto più volgari. Insomma, il titolo del programma rende bene l’idea. Eppure fanno ridere. Anche all’interno della crew Ryan, con la sua aria bonacciona di chi è pronto a lasciarsi convincere con un paio di smancerie, si fa il nome di quello “pronto a realizzare gli stunt che non vuole fare nemmeno Steve O” (che sembra il più fuori di testa di tutti e ha una formazione da acrobata). Per quanto sul set rischi seriamente la vita in un paio di occasioni (una volta investito dalla golf cart che lo aveva appena sbalzato fuori, l’altra per l’infezione di una ferita), muore schiantandosi con la sua Porche mentre torna a casa ubriaco dal pub. Una banale beffa del destino, ma lo ricorderemo sempre come nella sequenza finale del primo Jackass cinematografico, quando si infila una macchinina su per il culo prima di andare al pronto soccorso a farsi fare una radiografia lamentando dolori intestinali.


Georg Trakl -
(poeta, 1887-1914)
Da piccolo Georg è un bambino apparentemente felice: suo padre è un commerciante, la sua famiglia benestante e numerosa, la sua infanzia serena. Si appassiona ai libri, alla musica, ha una governante francese che gli insegna la lingua e così, adolescente, legge Baudelaire. Ciò comunque non gli impedisce di essere ripetutamente bocciato a scuola. Abbandonati temporaneamente gli studi, si dedica alla poesia, ai bordelli e alle droghe, favorito anche dal suo primo impiego come apprendista in una farmacia, che gli regala un facile accesso all’oppio. A vent’anni scrive drammi teatrali di scarso successo e vede pubblicati i suoi primi versi. Intanto il legame con la sorella minore Gretl si fa sempre più stretto. Non senza una certa difficoltà, termina il ginnasio e sullo slancio si laurea in farmacia. Senza un soldo, trova un impiego ministeriale ma si licenzia dopo appena due ore. Seppur con minor rapidità, ripeterà altre volte il medesimo comportamento nel corso della sua breve vita. Il suo tormento e la sua depressione si possono forse ricondurre alla dipendenza da droghe e alcol, oppure all’amore impossibile che lega lui e Gretl (che nel frattempo diventa concertista, si sposa per subito separarsi, ha un aborto e viene ricoverata in una clinica psichiatrica). Georg pubblica la sua prima raccolta di poesie poco prima della scoppio della Grande Guerra, che lo vede arruolato come ufficiale medico nell’esercito austro-ungarico. Troppo fragile per affrontare l’esperienza al fronte, sormontato dal suo compito di provare a salvare corpi dilaniati, si uccide dopo pochi mesi con un’overdose di cocaina. Lascia varie poesie che verranno pubblicate postume e, alla sorella, il ricco anticipo che aveva ottenuto per una nuova raccolta. Gretl si suiciderà due anni dopo con un colpo di pistola.

Gianluca Colloca{fcomment}

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna