Mai morti #1 - Marco Lupo

Stanislaw Ignacy WitkiewiczMAI MORTI - Rubrica di morti mai morti a cadenza sconosciuta

MAI MORTI consiste in tre brevi coccodrilli di morti suicidi o morti di fame o morti di noia o morti perché non c’era bisogno di andare oltre. I tre morti, affrontati in non più di 15 righe ciascuno, sono bastardi del tempo che hanno vissuto, figli di una letteratura minore. Sono famosi o non lo sono. Sono esistiti o non lo sono. Sono scrittori o imbianchini, sono stati punti neri sulla scacchiera bianca o sono stati al margine, non importa. Ciò che importa, dei mai morti, è che il loro spirito striscia nelle nostre carcasse biodinamiche, urla nei nostri incubi, ci cura e ci maledice.

I mai morti sono i vivi di allora, quello che noi saremo per i vivi di poi.

 

 

1) Gabriel Ferrater – poeta

 

Gabriel era un poeta. Ferrater nasce il 20 maggio del ’22. Gli piacciono il gin con il ghiaccio, la pittura di Rembrandt, le caviglie giovani e il silenzio. Detesta le case dove fa freddo e le ideologie.

Gabriel è un poeta ed è pazzo solo come certi poeti possono esserlo. Si innamora di donne stranissime, a volte bruttissime. Corre sulle strade di Barcellona con la sua motocicletta truccata. Aveva l’aria da attore, dicono le fotografie. Nelle fotografie indossa spesso maglioni a collo alto e ha i baffi. Le labbra ironizzano con l’aria. Durante la guerra civile spagnola, Gabriel beve ettolitri di vino con gli amici appostati nei granai, insegue l’amore nelle gonne che attraversano le campagne, sputa sul padre che rappresenta la fine delle libertà in una Spagna che ha concesso la sua anima a Francisco Paulino Hermenegildo Teódulo Franco y Bahamonde, Salgado-Araújo y Pardo de Andrade, solitamente abbreviato in Francisco Franco e conosciuto anche come il Generalísimo Franco o il Caudillo de España. Muore prima dei 50 anni. Muore con del sonnifero. Si dice che sia morto perché aveva scommesso che sarebbe morto prima dei 50. Qualcuno ci crede.

 

2) Stanislaw Ignacy Witkiewicz - drammaturgo, filosofo, pittore, sperimentatore di droghe sintetiche

 

Witkiewicz era tutto. Stanislaw nasce il 24 febbraio del 1885. A 17 anni scrive due opere filosofiche, “Sul dualismo” e “I sogni di un improduttivo”. Ignacy è ossessionato dal segreto metafisico dell’Ente come integrità e dei Particolari Esseri immersi in esso, i quali nella Forma Pura stanno cercando – inutilmente – conferma della loro particolarità. Si appassiona alle puttane e alle lezioni di sintetismo di Wladyslaw Slewinski. A Parigi va a vedere la pittura dei Fauvisti e il Picasso precubista. Scrive “io non farò mai niente di simile, non mi sforzerò neppure. Io rimarrò sulla superficie”. Così sperimenta. Fotografia, pittura figurativa, scultura, drammaturgia. Ha molte amanti. Tutte lo chiamano Witko. Sperimenta l’omosessualità. Nel 1914 una delle sue amanti si suicida. Stanislaw smette. Dice “io non sono artista”. Elabora la teoria della Forma Pura. Poi “considera gli ulteriori sforzi in questa direzione inutili”.

Ama mostrare ai suoi ospiti il suo personale «Museo degli orrori»: la lingua essiccata di un neonato, un capello, appartenuto alla testa di Bejilis (un ebreo russo ingiustamente accusato, nel 1913, dell'assassinio di un ragazzo cristiano) e la lettera di una ninfomane. Scrive “Insaziabilità”. Amico di Bruno Schulz e di Witold Gombrovicz, cogliona Witold la prima volta che lo vede. Muore suicida in un bosco, a Jeziory, nella regione di Polesie, il 18 settembre 1939. I nazisti hanno appena invaso la Polonia.

 

3) Carla – Donna

 

Si chiama Carla, così si faceva chiamare. 27 anni, come tutti quelli che sono morti a ventisette anni perché erano famosi e suonavano davanti a folle oceaniche e davanti a folle sporche di fango e davanti a una folla fottutamente strafatta. Così è stato per Carla. Fottutamente strafatta.

Il tizio che se l’è caricata in macchina, tale Orazio di Brindisi, le ha somministrato 0,8gr. di cocaina tagliata male (per tagliata male intendiamo tagliata con xilocaina, procaina e anfetamine e polvere di talco). Il fatto è accaduto mentre Orazio di Brindisi le stava succhiando il pene.

Carla, peruviana, tatuaggio a forma di margherita sulla clavicola sinistra e tatuaggio a forma di farfalla sull’interno coscia destro, immigrata in Italia nel 1996, se avesse potuto avrebbe votato Berlusconi, ha detto a un’amica qualche giorno prima di morire, Carla, peruviana, tatuata male da uno slavo con i denti gialli, è morta in seguito ad un arresto cardiaco. Così muoiono alcuni dei nostri, ha riferito al Corriere del Mezzogiorno una sua collega brasiliana.

 

Marco Lupo