C'eravamo Tanto aRmati - TerraNullius.it: storia diacronica di una decade

Quasi dieci. Una rubrica propedeutica ai festeggiamenti che saranno. Attraverso documenti, immagini, articoli, raccontiamo l'eterno ritorno di ciò che è stato. Una rubrica che non può e non vuole essere la summa di tutto quello che TerraNullius rappresenta. Granelli di sabbia, quanto basta.

2010: E finimmo per armarci veramente


Febbraio 2013 - Ritorno al Peyotl

L’8 novembre del 1521 il re azteco Moctezuma ha la certezza di guardare per la prima volta gli occhi di dio. Quetzalcóatl, lo chiama lui. Il “Serpente piumato”, è il più potente tra gli dei di cui è servitore. Hernan Cortès, ben incagliato sull’angolo opposto di quello sguardo,  rimane impassibile, il volto pallido, gli occhi piccoli e seri, l’armatura che luccica come il lago di Texcoco. Moctezuma offre un accordo al suo dio di carne. Un accordo di pacifica subordinazione. Un patto di dominio sulle città del suo impero. Ma il 14 novembre dello stesso anno l’ultimo re azteco ha il devastante dispiacere di rendersi conto che nessun dio scende a patti. Nemmeno con il sovrano di Tenochtitlán.

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Quasi dieci. Una rubrica propedeutica ai festeggiamenti che saranno. Attraverso documenti, immagini, articoli, raccontiamo l'eterno ritorno di ciò che è stato. Una rubrica che non può e non vuole essere la summa di tutto quello che TerraNullius rappresenta. Granelli di sabbia, quanto basta.

2009: Il feticismo del tatto

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2008: La necessità delle Storie

Una leggera nuvola di vapore si solleva dal container rosso. Sembrano le esalazioni mattutine di un fiume che riposa, ma non è così: osservando all’interno ovini e bovini macerano l’addio delle carni nel silenzio di un macello irrinunciabile. Ci sono pecore, agnelli, qualche mucca, sono morti ammassati uno sull’altro, attendono che la decomposizione delle carni li riconsegni alla terra da dove provengono, attendono di sparire per sempre, di cancellare così la loro indegna sorte. Sono i pascoli delle masserie che si stendono attorno all’Ilva, la metafora dolorosa delle genti di Taranto e dell’Italia tutta, sono corpi ammalati, fragili, cui non siamo più in grado di rendere la vita che per anni abbiamo avvelenato. Questo editoriale è dedicato a Francesco Zaccaria, operaio, 29 anni.

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Quasi dieci. Una rubrica propedeutica ai festeggiamenti che saranno. Attraverso documenti, immagini, articoli, raccontiamo l'eterno ritorno di ciò che è stato. Una rubrica che non può e non vuole essere la summa di tutto quello che TerraNullius rappresenta. Granelli di sabbia, quanto basta.

2007: Scarica Copia Distribuisci

Anche quest’anno celebriamo il ricordo di Pier Paolo Pasolini nel giorno della sua morte. Un lutto che  ci riguarda tutti, così come riguarda tutti noi la vita, e quindi la poesia, di un uomo che ha inteso in maniera profondamente civile, etica ed estetica, e cioè umana, la sua professione letteraria come una professione di fede.

Siamo numeri quando non abbiamo più parole

Ripartiamo, dunque. Ripartiamo raccogliendo i primi frutti, dopo averli tenuti a lungo nella giusta coltura alchemica. Non è questo il momento per ragionare ancora della letteratura popolare e del modo in cui abbiamo assunto e inteso i voti espressi da Antonio Gramsci per una narrativa alta che trovi un senso pieno in seno alla collettività.
Chi ci ha seguito ha certamente indovinato come il nostro lavoro si organizzi attorno all’esigenza di risemantizzare la letteratura e la sua professione (di fede). Un lavoro, ci sembra, piuttosto urgente oggi, nel pieno corso del vertiginoso crollo della nostra civiltà.

Quella appena trascorsa è stata una stagione lunghissima e impegnativa: un nuovo contributo ogni giorno e libri, libri sugli scaffali, libri al popolo in copyleft, libri in reading teatrali che hanno toccato le principali città italiane, libri condivisi, libri ancora da pubblicare.