Bestiario#8 - Bestiario - illustrazione di Guido Volpi

 

Guido Volpi è nato a Siena, ha 32 anni, ha realizzato illustrazioni per libri e riviste letterarie, pubblicato tre libri come autore, di cui l'ultimo "Festina Lente" insieme a Liliana Salone per Modo Infoshop editore. Attualmente sta lavorando alle locandine dei concerti di "Luci della centrale elettrica". Ha esposto in varie mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Vive e lavora a Bologna.

 

Bestiario - illustrazione di Guido Volpi


 

Dal racconto Bestiario (Traduzione di Flaviarosa Nicoletti Rossini e Vittoria Martinetto, per Einaudi).

 

Dopo alcuni giorni si abituò all'ordine della casa, alla non difficile disciplina di quell'estate a Los Horneros. Nino cominciava a destreggiarsi con il microscopio che gli aveva regalato Luis, trascorsero una settimana splendida ad allevare bestioline in una bacinella con acqua stagnante e foglie di cala, a mettere gocce sulla lastra di vetro per osservare i microbi. «Sono larve di moscerini, con quel microscopio non potrete vedere dei microbi » diceva Luis dal fondo del suo sorriso un po' bruciato e lontano. Non potevano credere che quel pullulante orrore non fosse un microbo. Rema portò loro un caleidoscopio che conservava nel suo armadio, ma la loro passione era scoprire microbi e contarne le zampe. Isabel aveva sempre con sé un quadernetto con gli appunti degli esperimenti, combinava la biologia con la chimica e l'organizzazione di una piccola farmacia. Fecero la farmacia nella stanza di Nino, dopo avere perquisito la casa per provvedersi del necessario. Isabel lo disse a Luis: «Vogliamo di tutto: molte cose». Luis diede loro delle pastiglie Andreu, del cotone rosa, una provetta. Il Nene, una borsa di gomma e una boccetta di pillole verdi con l'etichetta raschiata. Rema andò a vedere la farmacia, lesse l'inventario sul quadernetto, e disse che stavano imparando cose utili. A lei o a Nino (che sempre si eccitava e voleva fare bella figura con Rema) venne in mente di fare un erbario. Siccome quella mattina si poteva andare nel giardino dei trifogli, cominciarono a raccogliere alcuni esemplari e la sera avevano il pavimento delle loro camere coperto di foglie e di fiori su pezzi di carta, quasi non si sapeva dove mettere i piedi. Prima di addormentarsi Isabel annotò: «Foglia numero 74: verde, forma a cuore, con puntine marroni». Le dava noia che quasi tutte le foglie fossero verdi, quasi tutte lisce, quasi tutte lanceolate.

 

 

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