Bestiario # 5 Cefalea - illustrazione di Veronica Leffe

Veronica Leffe, illustratrice, nata a Roma nel 1973, negli anni Zero, insieme ai fratelli Di Mino realizza la rivista letteraria R! e la casa editrice La Scimmia. Tra i suoi lavori le illustrazioni per "Storia Aurea", un racconto in versi di Pier Paolo Di Mino (Edilet), e quelle per "Mai Morti" antologia di racconti a cura di Marco Lupo e Luca Moretti (Dissensi Edizioni). Nel 2013 realizza alcune illustrazioni per "RedReading#5 - Ma l'amor mio non muore", spettacolo teatrale di e con Tamara Bartolini e Michele Baronio. Con il collettivo di autori Terranullius Narrazioni Popolari da vita alla rivista Terranullius e organizza il Flep! (festival di letterature popolari).

 

 

 

 

 

Cefalea - illustrazione di Veronica Leffe

Dal Racconto Cefalea (traduzione di Flaviarosa Nicoletti Rossini e Vittoria Martinetto, per Einaudi)

"Qualcosa gratta di nuovo contro la finestra del bagno, sul tetto paiono udirsi scalpiccii furtivi; non c'è un filo d'aria, è notte di luna piena e i galli canterebbero prima di mezzanotte se avessimo galli. Andiamo a letto senza parlare, distribuendoci quasi a tastoni le ultime dosi del trattamento. Con la luce spenta - ma non è esatto, non c'è luce spenta, semplicemente manca la luce, la casa è un pozzo di tenebra e fuori tutto è luna piena - vogliamo dirci qualcosa ed è solo un domandarci sul domani, sul modo di ottenere i cibi, arrivare in paese. E ci addormentiamo. Un'ora, non di più, il filo cinerognolo che tira la finestra si è mosso appena verso il letto. Immediatamente siamo seduti nel buio, ascoltando nel buio perché si ascolta meglio. Sta capitando qualcosa alle mancuspie, il rumore è adesso un clamore rabbioso o atterrito, si distingue l'uggiolio acuto delle femmine e l'ululare più rauco dei maschi, si interrompono all'improvviso e si muove per la casa come una raffica di silenzio, quindi di nuovo il clamore cresce contro la notte e la distanza. Non pensiamo di uscire, è già troppo starle ad ascoltare, uno di noi non riesce a capire se le urla sono fuori o qui perché ci sono momenti in cui è come se nascessero da dentro, e durante quest'ora entriamo in un quadro Aconitum in cui tutto è confuso e nulla è meno vero del suo contrario. Si, le cefalee arrivano con tale violenza che si possono appena descrivere. Sensazione di lacerazione, di bruciore nel cervello, sul cuoio capelluto, con paura, con febbre, con angoscia. La fronte piena e pesante, come se ci fosse un peso che premesse verso l'esterno: come se tutto venisse strappato dalla fronte. Aconitum è repentino; selvaggio; peggiore con venti freddi; con inquietudine, angoscia, paura. Le mancuspie girano attorno alla casa, inutile ripeterci che sono nei recinti, che i lucchetti resistono”.

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