Bestiario # 3 Lontana - illustrazione di Daniela Tieni

L'artista che ci aiuta nel terzo omaggio a "Bestiario" di Cortázar, con una splendida illustrazione per il racconto "Lontana", è Daniela Tieni.

Daniela Tieni nasce a Roma nel 1982. Si laurea in Scenografia all'accademia di Belle Arti di Roma e successivamente consegue un Master in Artiterapie. Lavora come illustratrice freelance per magazine e case editrici italiane e straniere. Viene selezionata per il catalogo e la mostra al concorso internazionale Ilustrarte 2009, Ilustrarte 2012, Ilustrarte 2014 e alla Bologna Children’s Book Fair 2012. Ha pubblicato con Kite Edizioni, Editori Internazionali Riuniti, Eli e la casa editrice francese Rouergue.

 

 

 

Lontana - Daniela Tieni

Clicca per ingrandire

 

Dal racconto Lontana (Traduzione di Flaviarosa Nicoletti Rossini e Vittoria Martinetto, per Einaudi)

7 febbraio.

[…] Sul ponte la troverò e ci guarderemo. La sera del concerto io sentivo nelle orecchie lo spezzarsi del ghiaccio lì sotto. E sarà la vittoria della regina su quella aderenza maligna, su quell'usurpazione indebita e sorda. Si sottometterà se realmente sono io, entrerà a far parte della mia zona illuminata, più bella e più vera; basterà andarle vicino e appoggiarle una mano sulla spalla.

Alina Reyes de Aráoz e suo marito arrivarono a Budapest il 6 aprile e alloggiarono al Ritz. Questo due mesi prima del loro divorzio. Il pomeriggio del secondo giorno Alina uscì  a conoscere la città e il disgelo. Poiché le piaceva camminare da sola – era rapida e curiosa – andò girovagando alla ricerca di qualcosa, ma senza proporselo troppo, lasciando che il desiderio scegliesse e si esprimesse con improvvisi impulsi che la portavano da una vetrina all’altra, cambiando marciapiedi e negozi.

Arrivò al ponte e lo attraversò fino a metà, procedendo ora a fatica perché la neve la intralciava e dal Danubio cresce un vento dal basso, difficile, che aggancia e sferza. Sentiva la gonna incollarsi alle cosce (non era ben coperta) e all’improvviso un desiderio di tornare indietro, di tornare alla città conosciuta. Al centro del ponte desolato la donna cenciosa dai capelli neri e flosci aspettava con qualcosa di fisso e di avido sulla faccia obliqua, nella contrazione delle mani che pure già si tendevano. Alina fu accanto a lei ripetendo, ora lo sapeva, gesti e distanze come dopo una prova generale. Senza paura, finalmente liberandosi – lo credeva, con un’impennata terribile di giubilo e di freddo – fu accanto a lei e tese a sua volta le mani, rifiutandosi di pensare, e la donna del ponte si strinse contro il suo petto ed entrambe si abbracciarono rigide e mute sul ponte, con il fiume sbriciolato contro i pilastri.

>> Guarda gli altri contributi al "Bestiario – Omaggio a Julio Cortázar"

>> Vai al blog personale dell'artista

{fcomment}