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Il 2007 verrà senza meno ricordato per due avvenimenti molto tristi: la repressione di Rangoon in cui la protesta dei monaci birmani finì in un fiume di sangue e il caso tutto italiota dell'asilo di Rignano Flaminio. A noi però piace pensare al 2007 come a un anno felice, un anno molto importante per TerraNullius.
Attrarre i migliori talenti, questo sembra essere l'imperativo categorico di molte imprese contemporanee e TerraNullius, già allora, pur non essendo un'impresa, aveva ben inteso il promemoria cattolico: "lasciate che i bimbi...".
Nel 2007 la presenza degli ebook in Italia era nulla, e nonostante questo TN pubblicava, in libreria per i tipi di Coniglio editore, e sul web in digitale libero, su uno dei primi portali joomla, la sua seconda antologia, un'antologia nuova, illustrata, un'antologia che, sopratutto, premeditava l'ingresso nel collettivo di due valorosi autori: Toni Bruno e Roberto Mandracchia.

Di Toni Bruno, delle sue matite è piena la rete, non ci sembra di dover aggiungere nulla, di Roberto, neanche; gli altri, adulandoli, ci rendono servigio facendoci meno narcisi: dimostrano quanto grande possa essere stato il nostro modello di palestra popolare della scrittura.

Il 2007, oltre ad essere l'anno della pubblicazione de Il primo bacio fa schifo, è stato anche l'anno  della prosecuzione del progetto letterario/culinario del duo Moretti/Bufi, vedeva infatti quell'anno la luce il secondo libricino dal titolo L'orata Inamorata che si avvaleva della prefazione di uno dei più grandi dj europei. Direte che c'entra Adriano Canzian con i libri? A noi così piaceva. Inoltre, parallelamente ai lavori per l'antologia, Toni Bruno e Luca Moretti autoproducevano il primo concept book su unico foglio di carta mai visto in Italia: La città di Teresa.

La seconda antologia TerraNullius raccoglieva i primi frutti di una certa maturità concettuale, era un periodo in cui ragionavamo già di editoria a pagamento e "urgenza del raccontare". In questo senso ci sembra molto rappresentativa la prefazione di Luca, che riportiamo integralmente di seguito.



Munch rappresenta Il bacio all’interno di una grande narrazione ciclica: sono volti nascosti nell’ombra di un abbraccio sensuale e triste, corpi avvolti su se stessi, indistinguibili, avvinghiati in quella che pare una lotta in preda a una passione struggente e malinconica.

Le due figure sono nettamente decentrate, contro ogni canone compositivo tradizionale, letteralmente sospinte verso il margine destro del quadro, ad accentuare un senso di furtività che tutto l’insieme sottolinea ed esaspera: le forme indistinte delle due figure sfumano dal blu al nero verso una zona d’ombra assoluta che si perde oltre il limite della tela.

Il riconoscimento dell’io da parte di un altro è l’elemento su cui si fonda ogni possibilità dell’esperienza umana. L’essere confermati come altro da sé è momento unico e irripetibile, in cui il corpo rappresenta la vita stessa nell’immediatezza della visibilità fisica come nella comunicazione verbale.

È infatti indubbio che la parola assuma da sempre un ruolo fondamentale nella continuità e nel cambiamento sociale: su questa regola si fondano i miti antichi e la nuova mitografia contemporanea, sulla forza del racconto e la possibilità che hanno i corpi di raccontare si fonda la nostra stessa vita, una civiltà non raccontata è una civiltà che non esiste.

Oggi, l’utilizzo delle nuove tecnologie s’inserisce in questo discorso come lama nel burro, il corpo sembrerebbe pian piano venire escluso dal contatto, dal raccontarsi e dal raccontare. Eppure è sul nostro corpo che il dolore scrive il suo enigmatico linguaggio ed è attraverso il corpo che mostriamo la trama delle nostre giornate.

Questa è la seconda antologia di TerraNullius, una rivista libera in continuo mutamento che ha ormai raggiunto il suo terzo anno di vita e una certa maturità concettuale. È un’antologia che narra di corpi, di figure schive, in bilico tra realtà analogiche e un depresso astrattismo digitale. Sono corpi vilipesi, raggianti di battiti eppure tristi e meschini nelle loro provinciali avventure.

Il bacio molto probabilmente deriva dall’uso della madre di passare piccoli bocconi ai figli in fase di svezzamento, è un’azione tipica degli esseri umani e si presenta all’era contemporanea come alcova del rapporto tra i corpi e graal dei più genuini sospiri.

Ecco, è questa l’immagine che i nostri autori vogliono debellare, talvolta con la brutalità di un conato, altrimenti con la dolcezza di un sospiro, a volte ancora con la durezza di un male incurabile. I corpi di queste storie sono nettamente decentrati, la materia di questa antologia produce un concetto contrario a ogni canone compositivo tradizionale. Sono manichini nudi e spavaldi, eroi gagliardi di una mitografia che sembra, talvolta, essere specchio assai verace del reale.

"ho copiato la prefazione su internet" - Ascolta il Moretti delirare ai microfoni di Play Radio

icon Scarica "Il primo bacio fa schifo"

>> Leggi l'intervista di A.O. Meloni a Luca Moretti su Komix


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