La Disciplina - Maria R. Tedesco

Ho raggiunto le regioni profonde della Disciplina. In dieci anni ho fatto solo questo: esercitarmi nella Disciplina. Forse il tempo che ho impiegato è poco, forse è molto. Sono diventato Maestro. Adesso che conosco la Disciplina, che mi è concesso di camminare nei giardini riservati agli eletti, nel suo profondo regno, so che la Disciplina è inutile, anzi: so che l'inutilità è il suo valore più grande.

Del resto, tutti gli eletti sanno che la Disciplina è inutile, e questa per loro è un'altra prova della sua grandezza: come l'oro è l’Inutile per eccellenza, dicono gli eletti, dal momento che non può essere mangiato, non può essere bevuto, ed è troppo morbido per fabbricare utensili, così la Disciplina è inutile; come l’oro è prezioso per la purezza di cui è simbolo, e non per ciò che è, così la Disciplina è preziosa.

Nobili principi e principesse, splendidi borghesi e proletari, grandi eroi sono arrivati alle porte dei giardini dopo aver costeggiato l'interminabile recinto. Alcuni erano bellissimi e brillanti, altri forti e coraggiosi, altri ferventi e ambiziosi; il loro desiderio di entrare era immenso. Per quanto ci affascinassero e di alcuni fossimo proprio innamorati, nessuno di loro è riuscito a entrare. Gli eletti sono felici di conservare intatto l'insieme, e che così di rado qualcuno possa entrare. Questo lo so perché non fanno niente per nascondere la loro soddisfazione. Io solo m’intristisco quando un altro sventurato capita alle porte dei giardini e rimane fuori, perché, fuori, nessuno può sapere che la Disciplina è inutile. Questa constatazione mi riempie di profonda tristezza. Per questo, solo io entrerò nella Segreta.

 

Maria R. Tedesco