Editoriale, dicembre 2018 - Hangar

Esodo. Innumere formiche mettono da parte fardelli nello stomaco di un Hangar.

Ma nello sforzo qualcuna muore schiacciata. Un’altra muore di freddo. Un’altra ancora muore nel silenzio. Una muore d’overdose. Una muore folle. Una muore intonsa. Una muore sana. Una muore disperata. Una muore e va a spurgarsi l’anima. Una muore distratta. Una muore di stenti. Una muore perché non può dire. Una muore sette volte sette. Una muore ladra. Una muore strozzata. Una muore ilare. Una muore sfrattata. Una muore sbattuta. Una muore e chi l’avrebbe detto. Una muore abbacinata. Una muore in scatola. Una muore bandita. Una muore di ciance. Una muore carnale. Una muore meno male. Una muore annegata. Una muore ed evapora canna fumaria. Una muore travasata. Una muore seduta. Una muore d’orrore. Una muore a piè di pagina. Una muore a casa. Una muore nei ricordi. Una muore esplode. Una muore grande così. Una muore cieca. Una muore imprigionata. Una muore e il suo cadavere viene occultato. Una muore astenica. Una muore digredendo. Una muore insulsa. Una muore nel pozzo. Una muore di nostalgia. Una muore prima del coitocolophon. Una muore nel cellofan. Una muore per puerizia. Una muore espulsa dal buco nero colon. Una muore gretta. Una muore arsa. Una muore a domicilio. Una muore al mattatoio. Una muore disparita. Una muore e si sbriciola. Una muore trita e ritrita. Una muore disinnescata. Una muore violata. Una muore trasmigrando. Una muore trasumanando. Una muore in sordina. Una muore per la notte. Una muore e i suoi organi vengono espiantati. Una muore nell’interlinea. Una muore per posta. Una muore per telefono. Una muore ça va sans dire. Una muore di sasso. Una muore abbozzata. Una muore con disgusto. Una muore con disprezzo. Una muore per dissenso. Una muore e non trema. Una muore cane. Una muore chi era? Una muore per cause naturali. Una muore com’è andata a finire? Una muore per strada. Una muore peregrina. Una muore senza nome. Una muore senza accorgersene. Una muore per Dio! Una muore eutanasia. Una muore immemore. Una muore il corpo conteso da un angelo e un diavolo. Una muore: «santasatanasso sùbito!» Una muore d’incidente domestico. Una muore nel disinteresse. Una muore inconcepibile. Una muore ubriaca. Una muore a perdifiato. Una muore sacrilega. Una muore nel sonno. Una muore per la morte delle altre. Una muore a dicembre.

Hangar di macerie cassaforte
santuario dell’intimo
cimitero di mammuth del cielo
per celare
caverna nel parco
formicaio d’idee
letargo d’incompiutezze
nido di vipere
botte di ferro
parcheggio dal volo
cassetto.
Hangar d’angherie ricolmo
diario di dispiaceri
stiva di riva
dàcci oggi il nostro oblio quotidiano.
Hangar terra di nessuno
patria di trapassanti
lavoriamo nella segretezza delle nostre
congetture
congiunture
congiure
EPPURE
nel piede che calza la scarpa
e nel viso che calza il calco
nell’errore di calcolo
e nel dolore
del calcolo renale
nell’ombra e nel lucore
nell’immotilità della mano
nelle stanze buie del cranio
pensiamo

 

Hangar

 

Mattia Leo