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Trappola per topi - R. Mozzillo |
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Infatti mi chiedo cosa c’entro io con quella lì, perché ha scelto me?
La festa sta andando ma non capisco dove. Siamo arrivati con quasi un’ora e mezza di ritardo e non mi è dispiaciuto affatto, anzi ora quasi mi pento di aver risolto in quattro chiacchiere l’incidente con quello della bmw. Alla fine non ce n’erano danni, alle macchine intendo. Io e Francesca invece siamo stati per un lasso di tempo, che non mi riesce di quantificare, in macchina senza parlare, come traumatizzati dallo scontro e incapaci di superarlo. Eravamo come un motore in stallo che pare voglia spaccarsi in due, rumoreggia e dentro di sé si alimentano gli attriti, niente pare voglia scivolare e scorrere come dovrebbe. Tutto quel tempo per dirsi qualcosa e nemmeno una parola. |
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LES CORPS URLANTS #10 - RM |
CRONACHE DALLA CITTA’ CHE FRANA
La notte del 6 aprile il mio letto a Roma ha tremato, ma io stavo su un altro letto, giù in Sicilia, ad Agrigento.
Il giorno dopo, al telegiornale, ho visto le immagini di città e paesini devastati da bombe che per una volta venivano dal basso e non viceversa. A L’Aquila e provincia centinaia di morti, migliaia di feriti, tutti sfollati. Gente con addosso pochi vestiti e tanta disperazione, gente che non aveva più una casa e tutto quello che la parola “casa” può significare.
Mia nonna ha commentato amareggiata: “Mischini. Sunnu cchiù nudi di comu nasceru”.
Quelle case crollate come fossero castelli di carte, la natura che alza la testa, ho pensato, Agrigento le ha già conosciute.
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Domenica urbi et orbi - M. Zaccagna |
Ieri sembra passato. Oggi c’è un gran sole. Il vecchio pregava in cima al monte. Passò velocissimo un tornado, le case del paese furono scoperchiate, ci furono molti morti. Il vecchio, la mattina dopo, pensò che ieri era passato e buttò un bacio al sole. |
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