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UWS di Sarasso e Rudoni - L. Moretti PDF Stampa E-mail
marted́ 27 ottobre 2009

Nella storia del fumetto c’è qualcuno che s’è già occupato di “golpe”. Si tratta di Magnus e Bunker e della scalcinata banda TNT, stiamo parlando di Alan Ford numero 60. Era il giugno del 1974, la narrazione era comica e il tema, lungi dall’essere trattato in maniera analitica, veniva a posteriori, come racconto grottesco, sarcastico e caricaturale, di qualcosa che era accaduto e di cui nessuno ancora osava parlare apertamente.

Il 14-10-09 è uscito per i tipi di Marsilio “United We Stand”, la prima graphic novel italiana, cita a ragione il sito web dedicato alla pubblicazione, la storia è di Mr Sarasso e le mani di Daniele Rudoni.
2013, il primo colpo di Stato dell’era repubblicana, le sinistre hanno vinto le elezioni e una donna è stata eletta a governare il paese. “Al mio segnale, scatenate l’inferno!”.
 
Questa volta le cose vanno in un’altra maniera, non è la trasfigurazione sarcastica di un golpe, si tratta dell’evoluzione annunciata di una temperie. Sfogliando UWS veniamo assaliti da un senso di sconcerto: la storia, proiettata in un futuro assai vicino, sembra un’occasione assai interessante per prendere in considerazione gli ultimi anni della storia dell’Italia repubblicana, gli errori, la fame, il caos populistico dei suoi protagonisti, la morte mediatica e anche fisica, in quanto futura e quindi possibile dei leader.
Sarasso è una delle voci più intelligenti della nuova narrativa italiana, non ci sono cazzi, la sua trilogia in essere, germogliata con “Confine di stato” e continuata con “Settanta” (sempre Marsilio), ha già dato molto da riflettere ai giovani italioti e questa graphic novel ne è sicuro suggello.
Questo accade quando affianchi uno scrittore di valore ad una mano sicura, succede che: “nel fumetto sparano al capo del governo e al suo vice” (Corsera), succede che l’immaginazione futura e a dir poco apocalittica di molti di noi cominci a prendere forma e si stagli in 168 pagine d'inchiostro puro.
I dialoghi sono serrati, poche parole e molta azione, molti particolari, molti colpi, tanti morti e il cartoonme di Sarasso che si aggira tra le pagine quasi a volerne saggiare la reale efficacia. Ma non è solo la possibile storia futura dell’Italia, UWS infila la sua lama in uno scenario internazionale devastato attraverso le Breakin’ news della CNN, il lettore diviene allora spettatore e uomo comune, assalito, come al solito, dalla scatola catodica, dalle immagini di guerra e di morte. E’ la TV a informare la vita di molti dei protagonisti e del lettore, anche questa un’intuizione assai felice. C’è l’universo che ha fondato le precedenti pubblicazioni di Sarasso: i poliziotteschi di una volta, “Italia a mano armata” in primis, i dialoghi e i personaggi ricalcano quelle sembianze (cercatevi Maurizio Merli), addirittura le auto usate dai protagonisti: ai più evoluti mezzi da guerra si contrappongono una mini cooper e un 126 della Fiat.

C’è chi ultimamente sostiene una saturazione del genere noir, un’ipervalutazione e uno sfruttamento dello stesso, io credo ci siano noir e noir, e questa graphic novel ne è ampia conferma.
C’è tanto inchiostro nero in queste pagine, anche il sangue che scorre è nero e l’investigazione narrativo/immaginfica del noir stenterà  saturarsi fintantoché in questo paese dovremmo fare i conti con uno scenario poco chiaro, pieno di retroscena oscuri e di un futuro veramente poco rassicurante.
 
United We Stand
S. Sarasso e  D. Rudoni
pp. 176 con 169 ill. b/n, 1° ed.
Euro 14.00
2009
isbn: 978-88-317-9866-2
 
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