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News arrow Racconti arrow Le brevi Cronache di Roma subacquea#1 - L. Iervolino
Le brevi Cronache di Roma subacquea#1 - L. Iervolino PDF Stampa E-mail
giovedì 23 ottobre 2008
affari universitari

Affari Universitari.

Bice è sconfortata, è un mese che fa dieci telefonate al giorno, Centocelle, S.Lorenzo, Pigneto, zona Ostiense-Piramide-Garbatella, Prenestino, Casilino, Tor Pignattara e Tor Bella Monaca. Posto letto in stanza da smezzare, o stanza singola ma in posto da schifo, spese escluse, condominio escluso, contratto escluso e pure il cane. Cercasi studentesse, solo ragazza referenziata, lavaggio denti minimo tre volte al giorno, casta, pura e senza parenti a Roma.

 400 

410 

420 

430 

440 

450 € e così via fino a 650, tombola e tombolino. Trovare un buco a Roma in questo momento dell’anno è una vera utopia; ma Bice ci prova lo stesso a telefonare anche perché il prezzo di questo nuovo annuncio le pare piuttosto vantaggioso, zona Università, camera singola ed infinitamente indipendente, in comprensorio elegante e silenzioso, termoautonoma, acqua luce e gas tutto compreso 300 €.

La signora è gentile, la camera la si può venire a vedere immediatamente, ma che sappia, questa ragazzotta dall’accento del sud, che le richieste sono state numerosissime, non sta a dirle quante, e quindi, quasi quasi, così per consiglio, se c’è l’interesse sarebbe meglio prenderla subito, gli affari sono affari, finisce che se lei è titubante ci si piazza un altro che poi non se ne andrà più. Bice pensa che è già il 2 di novembre, i suoi hanno minacciato di partire in carovana da Pisticci per venire a salvare la figlia vagabonda nella capitale, la posizione è comoda, a un passo dalla facoltà di Lettere, dalla metro e dal tram, e poi 300 euri è un vero affare! Allora le sembra di poter dire solo accetto – con un pò d’agitazione e tanta gioia – prendo la stanza! e così d’improvviso ha un posto dove andare, col suo zainone e i libri di filosofia da 5 chili l’uno.

Ah, che bello, non ci può credere, chiama subito la sorella giù a casa, che si fermi la carovana della salvezza! e ora potrà portare anche Frida: come ha fatto tutto questo tempo senza vedersela scodinzolare intorno? Poi avverte Silvia che entro poche ore si verrà a prendere la sua roba, come è stata gentile in tutti questi mesi non se lo scorderà mai, ma l’amica dice figurati, è felicissima, non le pare vero di sentire questa notizia, anzi, è proprio il caso di festeggiare: infatti Silvia chiama Sandro che smsaggia a Busta che msneggia a Caro che lo dice a Nunzia che mette i manifesti e alla fine, pur dormendo tutto il pomeriggio, lo viene a sapere anche Alberto.

Col sorriso enorme appiccicato sotto al naso, Bice pensa che è una stanza ben posizionata, confortevole, proprio vicino all’Università le dice infatti la signora che le fa strada, attraversando la via Tiburtina e slalomeggiando tra le venditrici di fiori nel piazzale del Cimitero del Verano.

Niente fiori, solo affari.

Non dovrà neanche prendere i mezzi, solo piedi o al massimo bici: che fortuna eh signorina?! Sì, che fortuna, pensa Bice, mentre altrove Silvia cerca per le strade l’indirizzo giusto e intanto dà un’occhiata a Sandro con la spesa che maledice Busta perché di buste non ne ha presa neanche una e porta invece strisciando le candele di Caro che hanno sempre fatto vomitare Nunzia che intanto dice qualcosa ad Alberto che pure se non ha capito bene, a scanso di equivoci, si mette a girarne una.

Le spese sono incluse, inoltre, le pulizie le fa un’anziana signora, una volta a settimana, ma non si deve preoccupare, Bice, perché è un servizio, come dire, del condominio: voi studenti, che disgraziati, qui vi sfruttano chiedendo somme incredibili, ci vuole un pò di serietà o almeno buon cuore, dice la signora agitando delle mani enormi. Dovrebbe essere l’Università a contattarci direttamente, soprattutto per voi meridionali, senza offesa, sia chiaro, così vi si riesce a dare una sistemazione consona e l’Università ci guadagnerebbe soltanto.

Io, poi, sono mamma e da mamma certe cose le capisco.

Bice ha quasi l’impulso di abbracciare quel corpo solido e vagamente elegante di donnona con la permanente: le ricorda una zia andata via da Matera alla fine degli anni ottanta, nubile, forte, non brutta, ma lievemente mascolina nel portamento e che pare avesse fatto una discreta fortuna al nord. Questa però, come se intuisse l’impulso della ragazza, allunga la falcata del suo gambone e continua: il vicinato è assolutamente silenzioso, educato, rispettabile, quasi non si sente neppure, andar d’accordo con loro sarà semplicissimo e, insomma, che aggiungere?... Ecco! l’unica questione forse riguarda il contratto: qui lavoriamo su contratti molto lunghi – dice la signora voltandosi di scatto e alitando caldamente sul viso di Bice.

BICE: e quindi? Non vado più bene?

SIG.ra AFFITTACAMERE: dipende da te, cara.

BICE: da me? e da cosa?

SIG.ra AFFITTACAMERE: a che anno sei dei tuoi studi, tesoro?

BICE: al primo.

SIG.ra AFFITTACAMERE: al primo, cucciolo mio? allora non vai bene... vai be-ni-ssi-mo!

La scorciatoia che conosce la signora è quantomeno bizzarra pensa Bice, certo passare attraverso il Verano soprattutto oggi, giorno di tutti i Morti, anche a Silvia sembra strano, ma l’indirizzo che le ha dato Bice non può che esser questo dice a Sandro quasi esausto per aver portato tutto il cibo e le bevande da solo, e infatti molla le buste lì davanti a quello che non riesce a definire uscio, temendo nell’intimo che ci sarà da sforzarsi per festeggiare, nonostante Busta provi a commentare il design dell’appartamento definendolo minimal new age e Caro sostituisca il lumicino della lapide di marmo opaco con una delle sue candele che prontamente fa vomitare Nunzia sui piedi di Alberto, che, intanto, apparsa Bice a riceverli un pò pallida in volto, a scanso di equivoci, fa saltare il tappo allo spumante.

 

 
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