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Wu Ming "Manituana" - M. Ferrari PDF Stampa E-mail
domenica 16 dicembre 2007
Manituana cover

1775. In Massachusetts la tensione tra impero britannico e colonie del Nordamerica diventa guerra aperta.
Nella colonia di New York le Sei Nazioni - o "Confederazione della Grande Pace" - devono scegliere se combattere, e con chi. Nella valle del fiume Mohawk vive un mondo meticcio. E' una grande comunità di indiani, irlandesi e scozzesi, fondata da Sir William Johnson, Sovrintendente agli Affari Indiani nominato da re Giorgio. I rumori della guerra arrivano da Boston e si fanno più vicini, antichi legami si rompono, la terra che Sir William chiamava "Irochirlanda" diviene teatro di odio e rancori.
Il capo di guerra Joseph Brant Thayendanega dovrà scegliere e partire, condurre il suo popolo lontano, spingersi oltre il mondo che ha sempre conosciuto.

 

Il punto di partenza è l’anno di grazia 1775, l’alba di una rivoluzione, dello scontro dal quale presero vita quelli che oggi conosciamo come Stati Uniti, e che segnò il destino della Confederazione delle sei Nazioni Irochesi: Mohawk, Oneida, Tuscarora, Seneca, Onondaga e Cayuga.

E da qui che si dipana il romanzo dei Wu Ming, le vicissitudini di uomini che entrarono in contatto con la Storia, la serie di eventi che cambiarono volto ad un continente, vite che si legarono indissolubilmente con quella Storia che portò alla nascita dell’America.

Manituana è un romanzo complesso ma dall’ economia stilistica ben calibrata: una meccanica narrativa perfetta che porta ad affrontare una materia epica intricata di metafore e significati.

Rispetto ai due romanzi precedenti del collettivo Q e 54, che per inciso non sono certo libri da ombrellone, Manituana è un libro potente, intrecciato di storie e Storia, dove s'imbocca una strada non semplice, quella della nascita e del cammino degli attuali Stati Uniti e di come questa strada avrebbe potuto perdersi in deviazioni o percorsi diversi. Ucronia l’hanno chiamata i Wu Ming, cioè l’innestarsi di eventi immaginari(ti) su vicende storiche costruite in modo minuzioso e attendibile. E così è, una vicenda che muove da fatti storici inequivocabili per scandagliare le possibilità insite in un nuovo mondo, una nuova civiltà che stava per nascere.

Manituana è inoltre un romanzo che ci parla del nostro oggi, mostrandoci come il confluire di diverse culture nello stesso luogo possa dare vita a forme d’integrazioni senza precedenti. Un romanzo che partendo da un periodo storico ben definito cerca di riflettere sul presente.

“Scrivere un romanzo storico non è rifugiarsi nel passato per evitare prese di posizione sull'oggi” hanno detto i Wu Ming, ma scrivere del passato, avendo tutti i documenti, le risorse e le chiavi per leggerlo e decifrarlo dà la possibilità di porre una lente d’ingrandimento su tanti eventi presenti. I prodromi del multiculturalismo,  il meticciato di visioni e credenze diverse, l’economia liberista agli albori e la nascita della cultura metropolitana dei disagi sono tutti fuochi che prendono vita nel periodo storico raccontato per poi divampare nel mondo globalizzato contemporaneo.

Ma non basta. Manituana è un caleidoscopio di sperimentazioni linguistiche, i registri si alternano lungo le pagine, il parlato dei bassifondi londinesi lascia spazio al tono sciamanico e magico dei sogni indiani, quello artefatto e costruito dell’aristocrazia cede il passo allo slang dei Mohock di Londra a metà fra il gergo inventato da Burgess per Arancia Meccanica ed un italiano trecentesco.

Da sempre sperimentatori di ogni forma mediale e sostenitori convinti delle possibilità di partecipazione culturale, i Wu Ming hanno dato vita anche ad un progetto affascinante, un sito del romanzo (www.manituana.com), una sorta di forziere dei tesori per i lettori strutturato su due livelli.

Nel primo si possono trovare cinque racconti di avvicinamento al romanzo, che nei mesi precedenti all’uscita hanno accompagnato il lettore avido a conoscere quel mondo contenuto in Manituana. A lettura terminata c’è l’opportunità di entrare in un livello 2, dedicato a tutti coloro che, letto il libro, vogliano approfondire in discussioni in esso contenute. Una sezione che dà la possibilità, una volta terminata la lettura, di “tenere in vita” Manituana, ma anche un retrobottega: ci sono le biografie dei protagonisti, i materiali e gli archivi consultati, le mail con le disamine e gli scambi di idee degli autori e le diramazioni che la materia narrativa di Manituana consente a chiunque voglia ampliare questo mondo secondo la propria visione.

Essere narratori oggi, significa sporcarsi le mani con le storie, quelle nascoste o lontane, aprirne le viscere e guardarci dentro. Se poi anche il lettore ne uscirà con le mani e la mente imbrattate vorrà dire che qualcosa di buono è stato fatto.

 

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