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G. Montanaro "La croce Honninfjord" PDF Stampa E-mail
martedì 11 dicembre 2007

Ho fatto a cazzotti con il titolo per una settimana intera prima di voltare la prima pagina. Poi mi sono dovuto ricredere.

La storia è più o meno la seguente: Bjorn è il giovane custode dell’archivio che contiene tutta la musica del mondo a Ingenting. Marie è la figlia di Edvard von Honninfjord-Dervinskij, compositore e partigiano.

Bjorn rappresenta l’ultima possibilità per Marie di dimostrare a se stessa e agli altri che il noto compositore è suo padre.

In realtà la storia è più complessa e si muove attraverso quattro traiettorie temporali distinte che finiscono per avere parentele e sentimenti comuni.

 

Giovanni Montanaro
La croce Honninfjord
Marsilio, 2007

 

Marie si presentò il 7 luglio 1965. Con una gonna rossa.
Una magli agirocollo blu. Mocassini di pelle marrone. Senza calze.
Sembrava una freccia scagliata dal destino

 

Veramente notevole il lavoro documentario e la strategia affabulatoria del giovane Montanaro che intreccia romanzo storico e novella amorosa, lotta partigiana e spy story.

La Croce è un romanzo ben strutturato che cattura l’attenzione del lettore sin dall’inizio con la potenza immaginifica de “l’archivio musicale del mondo” per poi condurlo senza opzioni di resa attraverso gli universi più ostili della lotta al nazismo e alla ricerca di un nodo famigliare oscuro.

Risulta difficile pensare che questo romanzo sia stato partorito da un esordiente. Giovanni Montanaro è dotato di un senso nordico assoluto e di una possente cultura musicale capace di accompagnare il lettore alla ricerca del misterioso documento (uno spartito?) che riconsegnerebbe alla bellissima Marie il suo passato.

Ne risulta un sapiente gioco d’intrecci, mai scontato, che riporta alla memoria momenti tragici della storia europea e fornisce scampoli di pensiero musicale anche ai meno avvezzi allo spartito.

Come in uno spartito infatti, questo è un romanzo basato sulla moltiplicazione delle trame: quattro storie si legano alla vita del protagonista in una raffinata ribellione erudita ed avvincente.

La croce Honninfjord - scrive Tiziano Scarpa - è un romanzo sorprendentemente maturo, in assoluto e in particolare per un autore così giovane. Non si compiace di nessun luogo comune giovanilistico. Non segue la linea “tondelliana” o minimalistica di molti autori della sua generazione né di quella che l’ha immediatamente preceduta. Potrebbe essere stato scritto da un autore di quaranta o sessant’anni, per quanto riguarda la storia, il mondo che rievoca, e la sicurezza con cui pronuncia il suo stile. Ma è anche, inconfondibilmente, il romanzo di un giovane, perché presenta una grande fame di ideali, di giustizia, una ricerca di senso, sì, lo dico volutamente con questa formula che può suonare un po’ stantia, ma che per un giovane che la ripresenta nella sua necessità, non lo è affatto. …

 

Personalmente non direi che potrebbe essere stato un romanzo scritto da un autore di quaranta o sessant’anni. Era ora che venisse scagliata questa pietra tra la “non fiction” di Roberto Saviano, costretto ormai a circolare sotto scorta, e i “piselli acerbi” dei giovani coltivati in molte case editrici.

Manderei piuttosto all’asilo tutta la linea “tondelliana” (che tondelliana non sarà mai) di molti autori della nostra generazione.

Bravo Montanaro.

 (LM)
 
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