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H come Hitler - Pier Paolo Di Mino

Premessa

Hitler per noi è destino. Hitler per noi è destino perché incarna quello che noi reputiamo essere il nostro destino.

Per capire quale idea abbiamo del nostro destino non bisogna fare una grande fatica, perché lo sappiamo tutti che questo destino ha avuto inizio con la cacciata dal paradiso terrestre, e cioè quella storia che l’uomo ha rubato il pomo dell’albero della conoscenza e Dio si è paternamente adirato: e cioè la storia di come l’uomo per diventare onnisciente tale e quale a Dio ha sacrificato una parte di sé, quella felicità del corpo, quel paradiso terrigno che abbiamo in noi, e il cui olocausto ci ha intossicato dell’idea di essere come Dio, onniscienti.

Insomma, noi crediamo che per stare bene dobbiamo essere come Dio, che questo è il nostro migliore destino: che il nostro migliore destino è rinunciare alla felicità del corpo per essere onniscienti.

 

Una didascalia senza foto - Luca Moretti

Leggerete allora una didascalia, lunga, senza foto. Una violenza per la vostra immaginazione, un sopruso all'intelletto, la perfetta identificazione tra oggetto non dialogico della narrazione e narrazione stessa: la storia di una violenza, appunto.

La didascalia aggiunge significato a qualcosa che altrimenti ne soffrirebbe, in questo caso essa sostituisce in toto il “racconto”: si trasforma da “dichiarazione non dialogica” in effetto puro del reale, racconto verisimigliante quindi e manzoniano.

 

The Player - storia della prima partita di calcio in terra brasiliana - Lorenzo Iervolino

São Paulo, Brasile. Aprile 1895.

Ventidue ragazzi bianchi di origine europea si sfidano su un campo incolto, ai piedi i boots, calzoni fino al ginocchio, lunghi baffi e capelli pettinati da un lato. È la prima volta che una partita di football si disputa in Brasile con regole, arbitro e porte fatte con canne di bambù. O almeno così dice la Storia. La storia, al solito, quella dei colonizzatori.

119 anni dopo su Terranullius.it: The Player, l'ebook gratuito di Lorenzo Iervolino.

Ritroveremo l'autore tra un mese esatto in libreria con
UN GIORNO TRISTE COSÌ FELICE – Sócrates, viaggio nella vita di un rivoluzionario (66thand2nd).

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Tallulah, Louisiana - Marco Lupo

L’uomo ha una foresta nel nome: una quercia maggiore millenaria e una leggenda. Si è occupato di vernici, ha scritto lettere da Cuba durante una guerra, ha bevuto birre in un chiosco a Chicago per ore e ha parlato di come dovrebbe essere la vita senza il lavoro con tedeschi, irlandesi, inglesi e polacchi: nelle notti trascorse sui tavoli hanno discusso su quanto sia difficile scrivere e dipingere con una mano sul pomello della porta, sperando che i bambini non si sveglino, implorando tua moglie per un’ora di silenzio, dichiarandosi vinti ogni volta che una preghiera muta si rivelava irrealizzabile, ogni volta che un sorso di vino o una pinta di birra in più li spingeva ad urlare e a fare della lingua un ponte per trasportare la rabbia che li nutriva nei sogni, quando si vedevano chiusi nelle bolle di sapone trasparente, in volo su città inesistenti ma simili alle loro minuscole province, dove le case perdevano pezzi se non li ricucivi e dove i bambini piangevano se non li cullavi.

 

#12 Le città dello sguardo - Miriam Di Domenico

Un percorso percettivo dove le dinamiche dell'osmosi si palesano attraverso l'uso del collage. Grazie a questa tecnica cinema e pittura dialogano sullo stesso piano, si scambiano, accorciano le distanze tra la cornice e lo schermo.

 

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NARRAZIONI DI POPOLO

Editoriali

Succede di accendersi di passioni all’inizio di un anno, di una stagione o al passar di una stella.

Succede di sentirsi posseduti da un volere, custodi di preziosi e mai sopiti intendimenti.

Sarà per senso del dovere, o forse la parola giusta è smania. E altri ancora potrebbero vedere questo rinnovato patto con i propri sogni dettato dalla paura o dall’adrenalina.

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