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Home Rubriche R. M. nell'epoca della sua riproducibilità tecnica Sottotitolatore di serie tv - Roberto Mandracchia

Sottotitolatore di serie tv - Roberto Mandracchia

Il motivetto cubano della sveglia mi spalanca gli occhi, di botto, tirandomi fuori da un caseggiato circondato dagli zombie e giusto un secondo dopo averne intravisto uno suonare i timbales con delle clavicole al posto delle bacchette.

Mi alzo e preparo il caffè solubile mentre accendo il portatile e poi la chat. Sono le quattro di mattina - mio padre e mia madre russano nell’altra stanza; un cane abbaia da qualche parte fuori dalla casa - ed eccoli tutti lì i quattro traduttori del mio team, dentro la finestra di dialogo SUBS. Me li immagino con ancora gli occhi incrostati dalle caccole, come me del resto, ma so che posso fare affidamento su di loro perché sono fra i migliori, hanno passato il test; sono gli MC del subbare.
Li passo in rassegna.
Truppa, scrivo. Pronti a subbare, chiede LanternaRossa. Puoi scommetterci il culo, bro’, risponde Pollicina83. ;), scrive TillØ. Sono nata pronta, scrive KaliNera. Truppa, scrivo. Attendiamo i Sincro, scrivo. x_x, scrive LanternaRossa.
E poi passo alla finestra di dialogo SYNCH, nella quale mi attendono scalpitando i due sincronizzatori che si occupano di scaricare sia il video che il transcript della puntata per poi armonizzarli. Ready, chiedo. @_@, scrive Robyte. 5min e abbiamo finito, scrive Goldrake.
Torno alla finestra SUBS.
Sincro dicono 5min, scrivo. Scaldate i motori, scrivo. =_= , scrive KaliNera. Battono la fiacca oggi, scrive TillØ. Oggi, chiede Pollicina83, come sempre vorrai dire!
Mi arriva una videochiamata privata di KaliNera. Indosso le cuffie e accetto. KaliNera sta con le tette di fuori. Mi fai bagnare, mi dice. Non è il momento, le dico. Guardale, dice stringendosi le tette e stuzzicandone i capezzoli. Sei off topic, le dico. E interrompo la videochiamata, col cazzo così indurito che devo togliere le cuffie e concentrarmi sul russare dei miei per farmelo ammosciare. :P, mi scrive KaliNera in una finestra di dialogo privata.
Ho già spiegato trecento volte a KaliNera che maneggiamo una serie tv da ventimila utenti che ci stanno col fiato sul collo e quindi non possiamo permetterci sollazzi fino al momento della release. E KaliNera non sa che sto visionando una quindicina di test di ammissione per trovarle un sostituto degno. KaliNera avrà pure delle tette cremose dai capezzoli sempre turgidi ma è un elemento troppo instabile, e un elemento troppo instabile mette a rischio l’efficienza del team, e un revisore serio, come me, non può non tenerne conto.
Torno alla finestra SYNCH perché ho visto l’icona lampeggiare. Trovo un file zippato che attende di essere trasferito sul mio pc. Lo trasferisco.
C’è tutto, chiedo. Puoi rifarti gli occhi, scrive Goldrake. Puoi succhiarci il cazzo, scrive Robyte. 5min e vi succhio il cazzo, scrivo.
Torno alla finestra SUBS e sposto l’icona del file zippato da My Downloads alla finestra aperta.
Prendete 6x05 e scaricatene tutti, scrivo. OwO, scrive Pollicina83. Qui è dove li bloccheremo, scrive LanternaRossa. Qui è dove combatteremo, scrive TillØ. Qui è dove moriranno, scrive LanternaRossa.
Torno alla finestra SYNCH.
Grandi, scrivo. Bella, scrive Robyte. Torno a dormire, scrive Goldrake.
Chiudo la finestra SYNCH e torno alla finestra SUBS dove tutti hanno scaricato il file zippato.
Primi 10min subba KaliNera, scrivo. Secondi 10min subba TillØ. Terzi 10min Pollicina83. Ultimi 10min LanternaRossa. U_U, scrive TillØ. Avete due ore di tempo max, scrivo. Rella prevista per le sette, scrivo. Fatemi vedere chi siete, scrivo. OK Boss, scrive Pollicina83.
Chiudo la finestra SUBS e indosso di nuovo le cuffie per poi vedermi la puntata 6x05 coi subs in lingua originale.
Quando sono diventato uno dei revisori della community ho chiesto di poter gestire questa serie tv americana inedita in Italia, ma che seguivo in originale. Si intitola PANIC e c’è una nave da crociera che va alla deriva e finisce per incagliarsi su una secca al largo di un'isola piena di zombie. La trama mi sembrava così simile a una ventina di altre serie che pensavo sarebbe stato un lavoro di tutto riposo.
Mi sbagliavo.
Erano anni in cui si sottovalutava la potenza dell’hype ed eccomi qui: a puntare la sveglia per le quattro del mattino, a bere caffè solubile, a subire molestie dalla nerd tettona che si fa chiamare KaliNera. Sotto l’ondata di sei stagioni da ventidue puntate l’una. Ottocento minuti da revisionare in una manciata di mesi. E ventimila utenti in preda a una spasmodica e insana attesa che li porterebbe a scoprire dove abito e dove abita il mio team per spronarci con una calibro45 come tossici a rota che puntano siringhe infette ai loro pusher.
Sto pensando tutto questo mentre sullo schermo scoppia una rissa tra l’avvocato Amis e lo scapestrato dal cuore d’oro Flinn; entrambi innamorati di Jen. Somigli a Flinn, mi aveva scritto una volta KaliNera. Sì, le avevo chiesto. Non trovi che somiglio a Jen, aveva chiesto. No, avevo risposto. Vuoi vedermi mentre mi accarezzo la topina, aveva chiesto.
L’icona della finestra SUBS lampeggia, ma è ancora presto per revisionare i subs e così ripenso alle tette sfrontate di KaliNera e dopo aver spremuto un po’ di gel lubrificante sul palmo della mano inizio a farmi una sega. Sentendomi poco professionale.
Fantastico di strizzare le tettone di KaliNera, di scoparmela da dietro tenendola per le tettone, di scoparmela da dietro tenendola per le tettone mentre siamo su una spiaggia, di scoparmela da dietro tenendola per le tettone mentre siamo su una spiaggia e due zombie ci stanno guardando. Soltanto quando giungo a immaginare due zombie che si scopano KaliNera - mentre lei grida forte il mio nickname - accetto la penosa inconcludenza di questa sega e lascio perdere.
Apro la finestra SUBS e vedo che hanno già iniziato a inviarmi i singoli subs e allora mi metto a revisionarli trovando tre nukate che vado di buona lena a properizzare. Come al solito, la nukata più clamorosa è quella di KaliNera. Ritorno sulla spiaggia e prendo un paio di asciugamani, ha scritto nella stringa corrispondente alla scena nella quale l’infermiera Jen e il coreano autistico Kwon devono nascondere il cadavere del dottor Yates. Ma Jen stava dicendo shovels che significa pale e non towels che significa asciugamani.
Contatto KaliNera in una finestra di dialogo privata.
Con gli asciugamani non si seppelliscono i cadaveri, le scrivo. Ho avuto problem, mi scrive. Ho tradotto direttamente da audio, mi scrive. E le crederei pure, se non usasse sempre la solita scusa.
Unisco tutti i subs revisionati in un file unico che risincronizzo e zippo; poi ritorno alla finestra SUBS.
Fiero della mia truppa, scrivo. :-*, scrive KaliNera. Yeah, scrive LanternaRossa. ^_^, scrive Pollicina83. SEMO DEI GRANDI, scrive TillØ. 1min alla release, scrivo. :-P, scrive KaliNera. Torno a nanna, scrive TillØ. Beato te, scrive Pollicina83, io attacco a lavorare fra un po’. Alla prox settimana, scrivo. Un saluto truppa, scrivo.
Poi chiudo la finestra SUBS, chiudo la chat e rello sul sito della community i subs della 6x05. Scrivo un commento alla cazzo - NON IMPANICATEVI! - e mi firmo Mandragola, il mio nickname da battaglia.
Mi sembra quasi di sentire l’urlo di gioia belluina dei ventimila utenti sparsi per la penisola e sono così fiero di me e del mio team che torno a letto.
C’ho ancora una sega da properizzare.

 

Roberto Mandracchia

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«Iervolino ha trovato la chiave adatta a tramandare una leggenda»
Malcom Pagani, Il Fatto Quotidiano

«Lorenzo Iervolino con Un giorno triste così felice ci fa viaggiare nei luoghi e nelle idee di un’epoca alimentata da un’energia gioiosa e sovversiva».
Gabriele Santoro, minima&moralia

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