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MAI MORTI - Rubrica di morti mai morti a cadenza sconosciuta

MAI MORTI consiste in tre brevi coccodrilli di morti suicidi o morti di fame o morti di noia o morti perché non c’era bisogno di andare oltre. I tre morti, affrontati in non più di 15 righe ciascuno, sono bastardi del tempo che hanno vissuto, figli di una letteratura minore. Sono famosi o non lo sono. Sono esistiti o non lo sono. Sono scrittori o imbianchini, sono stati punti neri sulla scacchiera bianca o sono stati al margine, non importa. Ciò che importa, dei mai morti, è che il loro spirito striscia nelle nostre carcasse biodinamiche, urla nei nostri incubi, ci cura e ci maledice.

I mai morti sono i vivi di allora, quello che noi saremo per i vivi di poi.

I mai morti sono anche un volume di 30 coccodrilli inediti, in libreria a metà maggio con i tipi di Dissensi...


Antonio Scurati - Scrittore - uomo di cultura (Napoli 1969 - Milano 2012)

Dopo un'infanzia difficile trascorsa tra Scampia, quartieri spagnoli e grotte di pastena, il piccolo Scurati (detto 'o scuro dagli amici) trova la sua vocazione e capisce che da grande farà lo scrittore. Il suo primo scritto risale al 1973, quando imbratta un muro di Pompei con la scritta “W il cazzo”, in greco. Sotto consiglio del padre intraprende la vita ecclesiastica ma rinuncia dopo soli dodici giorni, fuggendo dal convento di monache nel quale era stato mandato. Diventa quindi docente e ricercatore all'Università Statale di Bergamo, coordina il Centro studi sui linguaggi della guerra e della violenza usando come cavie dei bambini bengalesi che sognavano la fine del mondo. Sempre presso l'Università Statale di Bergamo insegna Teorie e tecniche del linguaggio televisivo in odorama.. Nel 2005 Scurati diviene Ricercatore in Cinema ma non trova che pop corn e qualche fazzolettino usato. Nel 2008 si trasferisce con tutta la famiglia alla Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano, dove svolge l'attività di docente titolare nell'ambito del Laboratorio di Retorica e Qualunquismo. Pubblica pochi libri e rischia di vincere la 63° edizione del Premio Strega, per un disguido avuto con l'Agenzia delle Entrate e le Poste italiane. È abbonato da oltre sedici anni alla rivista D-Mail.

Muore nel maggio del 2012, all'età di 42 anni per crisi cardiaca e affaticamento dovuto all'immensa mole di scritti ricevuti per il Primo Festival dell'Inedito da lui stesso presieduto. Una specie di harakiri culturale.


Paul Meccarti - Inventore e omonimo

Una vita breve ma intensa, quella di Paul Meccarti. Nato nell'Indiana nel 1978 da genitori di origini italiane, fin dalla tenera età di quattro anni ebbe la sfortuna di chiamarsi Paul Meccarti, attirandosi l'invidia dei compagni d'asilo e delle maestre, che gli mettevano una chitarra in mano costringendolo a cantare “Imagine” dei Beatles. Trasferitosi con la famiglia a Lecce, all'età di otto anni ebbe la sua prima storia d'amore con un bidello delle scuole elementari: tale Rino Trani di Trani, un nobile decaduto che si vantava di possedere numerosi castelli in Groenlandia.

Fu proprio questo ad affascinare il piccolo Paul, che vide in lui un buon partito per un futuro radioso e ricco. Scoperto l'inganno Paul decise che non si sarebbe mai più innamorato. Inizia quindi la sua carriera di inventore, brevettando il primo cestello da bici per motorino e il secondo quotidiano di carta a cadenza mensile. Le due invenzioni furono un flop, ma Paul non si diede per vinto e brevettò il primo accendino ad acqua demineralizzata. Fu un successo mondiale. Soprattutto a Lecce. Nel 1999 entra nel Guinness dei primati come mangiatore di unghie di piedi altrui (centoventidue piedi in tre minuti), battendo per sole due dita il giovanissimo Alfred Grethos, campione in carica. Nel 2002 diventa consulente per la Zecca dello Stato e propone le monete di carta a forma di spicciolo. Viene licenziato dopo tre mesi come consulente e si riduce ad affittare camere per squillo d'alto borgo. Muore all'età di trent'anni per un'infiammazione al cervello dovuta ad un incendio.


Andrés Mojto - Viveur ricchione

Nato a Recife nel nord del Brasile da famiglia povera, inizia a capire di essere gay quando scopre per sbaglio che il pisello di un uomo gli piace più della Feijoada. Unisce quindi l'utile al dilettevole diventando uno dei più quotati gigolò omosessuali di Recife. All'età di ventisei anni inizia la sua collaborazione artistica con il trans Simony. I due mettono su uno spettacolino osé che sarà il successo della loro carriera. Perso nel vizio dell'alcool e dei pompini scoperti, dopo dieci anni Andrés molla tutto e si trasferisce in Europa, più precisamente a Berlino, più precisamente a Berlino Est, dove riscuote un discreto successo nei vari locali alla moda della città, anche grazie al suo guardaroba di lusso e alla cura estetica del suo corpo. Dopo qualche anno si trasferisce a Parigi, dove assume il nome d'arte Le python. Durante un suo spettacolo di intrattenimento per adulti conosce il giovanissimo Pierre Lurie, scrittore parigino tanto modesto quanto ricco. Andrés trasloca immediatamente nell'appartamento del giovane. Con lui scopre la passione per la coprofagia e la cocaina. Un connubio perfetto che lo porterà al lento declino e alla depressione. Il 16 maggio del 2010 il corpo negro di Andrés Mojto viene ritrovato nella vasca da bagno del suo compagno Pierre. Nel biglietto ritrovato sulla sua scrivania possiamo leggere: “La malattia della morte ha un'incubazione che dura circa novant'anni. Perché aspettare così tanto? Inoltre la mia cacca non è più spalmabile come un tempo. Addio.”

 

Angelo Zabaglio e Andrea Coffami

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