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Home Recensioni e Interviste Libraria Marco Montanaro "La Passione" - Roberto Mandracchia

Marco Montanaro "La Passione" - Roberto Mandracchia

In Italia, come in ogni altra parte del Mondo, politica e religione si scambiano spesso di posto: la politica può assumere i connotati della religione (il culto di ciò che rimane della salma di Mussolini a Predappio; gli unti dal Signore) e la religione della politica (le omelie/comizi ai tempi della Democrazia Cristiana).

In Italia, Paese da sempre baciato in fronte dalla Fortuna, i poteri temporale e spirituale copulano di continuo. Quest’estate, sfogliando un quotidiano locale, ho appreso l’imprescindibile notizia che il sindaco della mia città avrebbe trascorso le sue ferie a Medjugorie - la Lourdes pezzotta, la Fatima di cartapesta - mentre la cattedrale, sempre della mia città, è lì lì per franare. In senso letterale. Questo nel 2011, ad Agrigento. E nel maggio-giugno del 2009, a Francavilla Fontana (provincia di Brindisi), cosa stava succedendo? Tra processioni mariane e Corpus Domini, i cittadini avrebbero votato per le elezioni amministrative, le provinciali e le europee. Marco Montanaro ha aguzzato occhi, drizzato orecchi, e poi scritto un bel libro pubblicato da Untitled Editori e intitolato “La Passione” per cercare di farci capire, per cercare di capire lui stesso.

Aprendo il libro precipitiamo a Francavilla Fontana, cittadina crocifissa dagli eterni cantieri e celebre per i riti della Settimana Santa, imbullonata alla polvere dai tanti bar, dalle tante chiese, dai tanti vecchi, dai tanti, troppi politici (dove finiranno i non eletti tra i 322 candidati al consiglio comunale, si chiede ossessivo l’autore) e reduce da un anno di commissariamento. Montanaro si muove, e noi con lui, per l’intera giurisdizione rincorrendo i comizi dei candidati che sono parecchi, talmente tanti che spesso si accavallano fra loro. E si crea la ressa da evento quando arrivano quelli che contano, quelli che stanno sempre in televisione come Di Pietro, Alemanno, D’Alema, la Mussolini.
Dal calderone ribollente di promesse, autoapologie, ringraziamenti, previsioni, allusioni e talvolta insulti - reso con sapienza da uno stile narrativo che ricorda quello di un Céline senza tirate all’orbigna; il che lo rende meno Céline, d’accordo, ma in Montanaro c’è una simile deformazione di frasi e periodi: il famoso “bastone immerso nell’acqua” - spiccano quattro, cinque nomi su tutti; e sono nomi ‘locali’: Uccio Curto (uno di quelli che, per qualsiasi partito si candidi, prende sempre gli stessi voti); Massimo Ferrarese (tycoon di provincia); Romina (giovane candidata Pdl); Elio ‘Petrolio’ (storico rappresentante di lista e assoluto dominatore di seggi); Ninì Passiatore (uno di quelli che non li schiodi dal municipio manco con le bombe) ma anche i misteriosi tizi, vestiti di nero come corvi, che stanno appollaiati sul davanzale della vecchia sede della Dc e ogni tanto piombano giù, sulla piazza, fra la gente, e sembrano, più che corvi, avvoltoi.
Montanaro scava, scava in ogni comizio fino a riportarne alla luce anche i dettagli: il numero delle bandiere, le strofe degli inni musicali, le sigarette accese; e la mimica, il pubblico, i luoghi. La politica italiana, coi suoi partiti e partitini, coi suoi intrecci, i suoi ribaltamenti, le sue orge, è come una soap-opera: non ci si annoia mai, o ci si annoia sempre. Nel caso specifico di Francavilla Fontana, Alleanza Nazionale è confluita per intero nell’Udc che appoggia il Pd sì, ma soltanto alle provinciali. E questo papocchio viene di continuo definito, da quelli che ne sono gli artefici e i protagonisti, “laboratorio politico” o “progetto politico”; linguistico velo pietoso che serve a celare quell’orribile pratica politica che risponde all’altrettanto orribile nome di “inciucio”. Mentre la bagarre europea - a differenza di quanto accade in ambito calcistico con la Champions League - non interessa ai francavillesi: troppo, troppo distante quest’Europa. Non è mica come sentire il concerto di Al Bano a sostegno di uno dei candidati alla presidenza della provincia; quel cantautore che, a differenza dei politici, “sa anche che cos’è il lavorare la terra e sa come far esplodere il pubblico”.
La politica e la religione in Italia. Ed ecco il giro dei seggi come il giro dei sepolcri, i comizi che sembrano messe, i non eletti che si tramutano nelle statue di cartapesta portate in processione durante la Settimana Santa. E alla fine chi uscirà vittorioso dalla giostra politica? Montanaro non ha alcun dubbio: vincerà il ‘popolo delle Hogan’, quella marca di scarpe che, almeno nella vita politica delle sue parti, è l’unico elemento veramente trasversale. E, dopo tanta passione, si arriverà pur a festeggiare la resurrezione? La resurrezione no, la resurrezione a Francavilla Fontana non c’è mai stata. Tutto è immobile, e silenzioso, sui gradini di una chiesa.

Roberto Mandracchia

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