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Home Recensioni e Interviste Interviste Pier Paolo Di Mino vs Dario Morgante

Pier Paolo Di Mino vs Dario Morgante

Cosa sono i wikileaks? O meglio, perché sono passati sotto silenzio al punto tale che io ti debba fare questa domanda?
Diciamo che a volte per coprire un'informazione se ne danno talmente tante ma fuorvianti da rendere difficile capire cosa stia succedendo... i «Leaks» o «perdite», «infiltrazioni» sono documenti riservati che si trovano nella giungla degli apparati statali, del complesso militare-industriale e delle multinazionali. Grazie al lavoro di persone che decidono di rivelare le magagne, come il soldato Bradley Manning, queste informzioni sotto forma di documenti di testo, immagini o video raggiungono i server sicuri di Wikileaks che provvede a classificarli e a rilasciarli alla stampa e ai media in forme e modalità tali da rendere ogni «leak», «rilascio», il più efficace possibile.

 

Perché farne un romanzo a fumetti?
Julian Assange è una figura controversa, e questo già basterebbe, ma è anche una scusa che ha dato a me e a Gianluca Costantini la chance di esplorare un universo, quello degli hacker, affascinante e pieno di contraddizioni, lontano anni luce dagli stereotipi holliwoodiani. È anche un modo per indagare su certe caratteristiche della mia/nostra generazione, cresciuta di pari passo con l'avvento delle tecnologie informatiche. Noi nati negli anni settanta siamo letteralmente cresciuti insieme ai computer.

Questo libro, però, non sembra solo parlare dei wikileaks. Anzi, pare proprio un romanzo sulla verità. Cos’è la verità?
La verità è una coperta corta, che come la tiri lascia scoperta una parte del corpo. In altri termini: non esiste una verità ma un complessa e mutevole e stratificata visione/narrazione del mondo a cui scegliere di volta in volta se e come aderire. L'odierna ossessione per la «verità» è peculiare di un'epoca in cui – in mancanza di risposte ideologiche – si tenta un approccio scientifico-razionale con gli accadimenti. Il personaggio-persona Julian Assange nel libro compie proprio questo cammino di riflessione sulla verità e su – cosa più importante – perché fare quello che si fa. Perché Assange ha fatto quello che ha fatto? E noi?

Inoltre: parlare di “verità” con una “fiction”, con una finzione. È una via ambigua, piena di conseguenze bizzarre. Che prospettiva verso la realtà ci offre un’operazione del genere?
Invece è la strada migliore. La narrazione è in realtà l'unico modo per parlare di verità, perché a differenza di un'analisi «rigorosa», «obiettiva» o peggio ancora «storiografica» consente di arrivare al nocciolo duro dell'epica delle nostre vite. Non c'è nulla di peggio e di più crudele della ricerca scientifica della verità. A questo proposito consiglio la visione di «Armando e la politica» lungometraggio di Chiara Malta, che contiene uno sbagliatissimo e personale approccio alla verità.

Infine la domanda facile: progetti per il futuro?

Maldive. Mare, sole, cocktail sulla spiaggia. Donne nude con le tette grandi. Poi una nuova biografia, quella impossibile di Marcel Duchamp, l'inventore del Novecento.

Vai al sito dedicato al graphic novel

Pier Paolo Di Mino

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NARRAZIONI DI POPOLO

Un solo round decisivo...

"A short left hook and then a right to the jaw slammed the 25-year-old Turpin to the canvas," adding "He fell hard and his head hit the deck with a thump." Associated press

La statua si trova a Warwickshire in Inghilterra e domina con il silenzio del bronzo tutta Market Square. Lui accenna ostile un gancio corto, un colpo da KO. È Randolph Turpin, e la scultura in suo onore mostra che non ci si arrende mai, neanche da Morti, che la leggenda continua, anche dopo di noi.

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Aprile in Viaggio...
... con le lotte operaie.
È tratto dal romanzo Vogliamo tutto di Nanni Balestrini il reading-concerto, realizzato da noi di TN insieme a DeriveApprodi Editore, che attraverserà l’Italia a partire dal 27 aprile per (ri)parlare di lotte, repressione, operaismo, emigrazione, a quarant’anni dall’uscita del libro che meglio di qualunque altro ha raccontato questi temi a molte generazioni di lettori, attivisti, cittadini.

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Marzo con le pecore. Leggo e sento parlare di letteratura e rete, ancora, sono quindici anni che se ne discute, di social network e immaginifico, di e-book e ipertesto, la nuova abbuffata delle major. Vedo scrittori che girovagano straniti su facebook, mi pregerò di parlarvene nel prossimo numero di Bloodbath, leggo liste di proscrizione, classifiche, la lobby che cerca di imbrigliare il Popolo della rete ma non le riesce, o meglio le riesce difficile: troppo diverso da quello dei salotti buoni, così disomogeneo, delocalizzato, presente e assente in un tempo, asservito e accanito.

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Un editoriale muto.
Ascolta il Frumento Romano,
sfiora i chicchi di grano,

scopri alcune delle cose
che stiamo facendo.
Noi siamo la città dell'uomo.

 

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A voi. Il mito del Natale s’è fatto carne, indosserò un cuscino sullo stomaco e un vestito di pezza rossa, lo farò per la prima volta e a questo penso. Niente di più. Porterò una bicicletta arancione da 12 pollici sotto il braccio ed entrerò di soppiatto dal balcone. Mi farò racconto già prima di raccontare.
TerraNullius si ferma fino al 9 gennaio, vi facciamo gli auguri, l’editoriale esce con una settimana di anticipo, torniamo ad essere quello che siamo sempre stati. Niente di più.
A voi, il primo editoriale del nuovo anno!
Luca Moretti

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Audioteque

Toni Bruno