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Home Racconti Maree di burro bagnate di sangue - G. D'Amato

Maree di burro bagnate di sangue - G. D'Amato

Feroce penetrazione, visione soave, fumo avvolgimi di calore infinito.

Baby occhietti dolci distesa chaise longueè fronto-parallelatubo catodico acceso e sa che anche Giò sguardo trapano stesso momento reprime goduria causa presenza colleghi d’ufficio. Adora le apocalittiche inversioni congiunturali.

Baby selva umida si sente addosso tutto un frizzolino da farle spuntare puntini catarifrangentisulla pelle come oblò di aerei di linea. Venti di distruzione imperversano dirottando ogni inibizione. Baby vocina miao gli telefona apposta, vorrebbe sentire la sua canzone preferita dirgli: “Luccichino mio, sono al centesimo piano” ed invece risponde solo “Baby, it’s wonderful”. Si è espresso leonesco sornione in panciolle ma con un delizioso accento cockney, è ecstasiato.

“Giò, darling, che ne dici se stasera tu ed io facciamo tanto zum-pa-pa”

“Honey, stasera cenetta romantica candela terrazza! Desiderei essere a NYC con te, perdere i nostri occhi in uno skyline nuovo di zecca”

“Sai che mi sublimo quando sono con te, sweetheart”

Giò luxury palato propone menu commestibilità nouvelle, magari raviolotti di cernia timida con germoglietti di crescionema Baby dolce capriccio impone la pizza, lei è così, avidaimpetuosa e Giò sesso supino non può dire di no al grande desiderio di Baby occhi davis; chiede opzione salmone affumicato pizza calda. Approvato. Giò e Baby conigli calore trovano sempre accordi di gelatine alla fragola, Giò cuore micino non graffia mai Baby lumachina birichina, il loro amore colombino è per sempre, sempre sempre come calendarietti infiniti.

“Sento già l’apoteosi dei sensi scaraventarsi su di me isola indifesa. Tua for ever”

Baby cioccolatino cremoso ha comprato tanta panna e fragoline da mettere sull’ombelico di Giò pelle tenera. Baby linguettina curiosetta ama scivolare perché Giò gridolino gemitino impazzisce per grandi rotazioni e cotillons.

Giò eventi dolci ha comprato centoquindici monetine per bottiglia bollicine, Baby riccioletti capricciosi lascerà che gocciolina impertinente scorra verso il mare tra due mousse di seni bianchi desiderosa di essere fermata da lingua in fiamme.

Baby fiorellino caldo ha preparato tavolo in terrazza, tovaglia candida come verginità sadica e candela accesa da spegnere con un soffio dato dentro gli occhi. Magico il movimento dei suoi capelli quando lei alita sul fuoco, la sua pelle urla di piacere se Giò pupille raspose la spoglia con le sue cornee liquide indovinando il colore del laccettino che le passa tra le natiche. Pone pure flutes per seguire il moto verticale di bollicine veloci.

Cinque minuti ultimi alle nove, garzone ruvido pizza express consegna cartone caldo che Baby femminuccia paziente mette in forno tiepido per mantenimento temperatura basale.

Giò orologio ginevrino dito sul campanello, Baby sottoveste nera apre porta. È già calda da servire con affumicato sopra. Grande uccello di lamiera si aspetta sullo schermo, Giò bottiglia capodanno chiama Baby sweety affacendatina che lo raggiunge sculettante tacchi a spillo. La seta scivola addosso acqua siberiana.

“My life, bevi con me i piccoli ascensori carbonici champenois”.

Giò immagini mute toglie audio, la storia è fatta di eventi, non di parole.

È arrivato il momento, la terrazza di Baby gelsomino profumato freme Madison square per grande evento tre due uno tappo missile spazio schiuma bianca frizzante. Grande poesia, uccello ali ferro è uno schianto su torre finestrelle. Baby capezzoli turgidi è bagnata da onde di mare, Giò linguasciuga raggiunge la sua foce tra le gambe. Baby gaudio faville emette gridolini, la notte è piena di stelline luminose, tutte per Baby, tutte per Giò. Anche la luna gli appartiene, è stata impastata con mani d’argento per loro, solo per loro amanti teneri e filanti.

Le dita lunghe e anemiche di Baby famelica zanna spezzano una lingua di pizza lasciando tracce di sangue pomodoro che sciano sul piatto candido mentre punti neri tracciano traiettorie discendentida finestre infuocate. Giò grande immaginazione ode strazi nell’aria, e urla e tonfi. “Li senti anche tu, Baby?”. Una produzione costo zero, solo danni. Giò grandi eventi apprezza il genio della mortee le sue macchinazioni volanti.

“Rotola anche tu brandelli di salmone in gola, honey!”. Baby brodo vaginale segue il profilo di Giò occhi osceni con un incenso ginger sandalo, la brezza somma aromi lontani ma anche tanfi di carbonizzazioni umane.

“Adoro il senso del tragico che risale dalle mie viscere sino al meeting pointdel mio sistema sensoriale”.

“Fallo sentire anche a me, death angel”.

Sullo schermo trovano impedimento corpi obesi di interni cosce che stridono; zampillano cherry coke dalle ferite grasse. Orde di eroi pompieri vantano salvataggi presunto nobel per l’impegno, future candidature di governatori rampanti prendono meriti e difese parlando di strazio. Vedovi e orfani piangono scomparse iperstimolati da rimandi a ricordi felici che facciano reazione aberrante con la crudeltà della morte per aria. Fiotti di lacrime annegano il video per audience alle stelle.Si batte asta e raddoppia il prezzo per il passaggio di advertisings. Fotografie ingrandiscono punti neri chetracciano traiettorie discendenti mostrandone la conformazione fisica: hanno occhi, naso, denti, gambe. Insomma, sono umani ben nutriti, vitaminici e sovrappeso. Niente scheletri del Rwanda da quelle parti. Solo pasciuti.

“Ti amo, Baby”

“Ti amo, Giò”

Fragole tenere si schiantano sulla panna sporcandone il candore di sinfonie di note rosse; si sovrappongono a uomini volanti senza speranze.

“Spalma questa neve sulla mia cute e recuperala tutta”

“Divarica le tue emozioni, conosco tutti i tuoi codici di accesso, il tuo core è privo di protezione”

“Facciamolo ora”

Baby sottana alzata dilata il suo trasporto per consentire l’accesso di un nuovo Giò uccello di fuoco che sa bene che ormai è ora.

“Baby, ci sei?”

“Puoi”

Aquila di metallo schianta il suo becco in alveare atterrito, un grande caloreimperversa dentro Baby torre inferno.

“Adoro le fiamme cuocere i miei organi, il fondere delle mie strutture”

“Io so come solleticarti, pussy”

“Vorrei svenire, ora”

“Non farlo, aspettami”

“Non ce la faccio, cedo”

Baby torre crollatasi abbandona sul pavimento, il piumino di cipria langue in muco e sangue rilasciando polvere rosa che avvolge l’aria densa. Anche Giò pilastro fuso la raggiunge. NYC vende il doppio vecchie cartoline.

“Adoro morire sul pavimento, adoro vederti morire sul pavimento. Tutto arrossisce di frutti sugosie umori, e detriti, tanti detriti, da non poter pensare che se ne possano accumulare così abbondanti. Il mondo è dalla nostra parte, darling”

“Voglio musica, voglio note come proiettili. Balliamo tutta la notte come schegge di autoambulanze”

“Cercherò melodie che squarcino i tuoi timpani”

“Piazzami heavy metal e alza il volume, non farmi sentire altro e poi grida che mi desideri!”

“Te quiero”

“Gridalo più forte, urla”

“Si, lasciamo che tutti sappiano, che tutti odano i nostri amplessi abissali, occhi guardoni inizia il peep show, rigido penetrator ritorna in azione”

“Mostriamo la nostra nudità agli occhi bigotti della notte, raggiungimi tra le foglie umide del filodendro alla scoperta di un nuovo peccato mortale”

“Le mie natiche, i tuoi fianchi, la linea elegante del mio scudiscio”

“Crea con me nuove figure e poi illuminale di ardore e di fuoco”

“Maree di burro bagnate di sangue”

“E corpi esangui mentre tutto langue”

“Uccidimi se vuoi”

Giò tempesta colori si erge trionfante. Spari pirotecnici si accendono nella notte silente strappando neri sipari di lutto.

“Ti piacerebbe squartarti a cavallo di un razzo?”

“Se lo dirigi verso la luna salgo, adoro toccare cocci di stelle!”

Il mondo distratto dal proprio dolore sbirciada finestre, vive di sprezzo il samba di Giò uccello priapo e Baby gattina moina mentre comete incandescenti raggiungono auto parcheggiate e vetri rotti di aperture. Lamiere fiammanti attraggono lucine infuocate tra risa gaudenti e urlettini melodiosi. Cinguettii d’insulto all’umanità vedova mentre occhi increduli ormai attratti osservano inopportuni festeggiamenti e meditano punizione, atroce ed efferata.

La calma esala ultimi respiri tra polvere da sparo e bidoni di pattume ardenti, la gioia sfrenata si fa megahertz nell’aria colorata.

Sotto la guida di Bulldozer capocondomino si raccolgono lobbies di belligeranti inquilini veicololesi. Sottratto alla sua poltrona e televisore torri crollate, grande e grosso mutande e canotta, è stato squietato. Urlanti vecchiette feticiste, sibilanti impiegati, vipere catechiste, intolleranti mogli fedigrafe, clienti fidelizzati di sexy shop malfamati, dirigenti isterici responsabili di uffici anagrafe.Sono sufficienti un paio di telefonate per avvisare i pochi mancanti, una coppiadi sordi, due prostitute in servizio, un vecchio finocchio e un prete novizio. L’assemblea in seduta deliberante è già regolarmente costituita. Niente liti e carneficine da riparto millesimale di spese d’ascensore e spurgo fognario. Tutti d’accordo, per la prima volta. Urge punizione contro i festeggiatori infami, il sangue bolle rabbioso e le candeggine mediatiche non hanno ancora smacchiato, lavaggio dopo cerebrolavaggio, la rabbia delle parti, lese ma non disarmate, che ha bisogno di sfoghi solenni da messa cantata. Agire in nome della moralità, funziona sempre. Puntare al patrimonio personale per il soddisfacimento danni fisici e morali da parcella salata di un veniale lattoniere.

I nuovi alleati diventano complici e tutti d’accordo, buon squadrone d’assalto, si ascoltano, si consigliano, si godono i preparativi illustrando mazzi di carte, Giò sguardo fiero è il re di cuori, Baby bocca troia è la regina di tutti i semi. Attaccare dall’alto, funi e piccozze, oforse dal basso, arpioni e scalette; armi biologiche, sì, ma quali? Appiccare il fuoco è plateale. Da escludere per potenziali danni agli appartamenti attigui. No, tutti concordano, bisogna agire sull’individuo, immobilizzandolo prima dell’esecuzione o colpirlo di sorpresa? Una fucilata che ne faccia schizzare sulle pareti il cervello, ammesso che ci sia o la simulazione di un suicidio brutale? Lancio di corpi dall’ottavo piano, sarebbero spacciati. All’unanimità. Blitz: Babye Giò circondati lanciati terrazza.

Spostare auto onde evitare atterraggio su tetto fracassabile.

Signorina acida utilitaria danneggiata si proclama:”Chiamatemi Vendetta” . Nomina l’inquilino palestrato del terzo piano suo figlio Stupro mentre l’infermiere dell’ammezzato è il fratello Assassinio.

Piccolo Lynch, guardone tecnologicizzato propone pruriginoso film-documento comprovante lo svolgimento dei fatti. Trascorsi dieci anni, a onde acquietate, i networks pagherebbero fior di milioni per trasmettere immagini con verità cruenta, barbaro scempio, dettagli ginecologici di corpi senza reputazione. Lynch convince la narcisa assemblea che con il ricavato si potrebbe affrontare il rifacimento della facciata, ingresso e balconie pure il restauro dei pilastri portanti. Solo un dettaglio, niente visi scoperti. Grandi proposte per un evento in costume: viste e riviste mimetiche army, hawaianeggianti parei, pret-a-porter o haute couture parisienne? L’assemblea è concorde, ci vuole un capo giusto per ogni giusta occasione ed una lapidazione in terrazza merita quanto una cena di gala, un salto all’ippodromo o un cocktail in piscina. Tutti convergono sutoghe e parrucche. Sobrie,solenni e con un nonsocchè ostentato di maestosa ed integra moralità.

Bulldozer e signorina acida guidano piccolo esercito. Bussano alla porta di Giò sesso gaudente e Baby toccami piano ma il volume della musica è plaid. Un assolo di chitarra delira mentre i due interpretano con movimenti isterici le note assordanti. L’esercito è armato, pronto ad agire. Bulldozer sfonda la porta. Stupro ed Assassinio in testa, circondano Baby e Giò nudiatterritiche, presi di sorpresa, indietreggiano sempre più. Vendetta sale sul tavolo, fiaccola in mano novella statua della libertà. Urla e volteggia le braccia, incita alla lussuria ed alla sua forza riparatrice, invoca la morte per Giò e Baby perversi libertini. Stupro blocca Baby occhi spalancati e con l’aiuto di Bulldozer si fa spazio tra i peli pubici. Baby Sarajevo souvenir zittita da mano denti guaisce tracheotomica sotto gli occhi di Giò forza mutilata che intanto subisce daAssassinio che calcia forte ai fianchi, allo sterno, agli stinchi; Giò asfissiato nero è circondato dai vicini così tanto da sentire l’odore di boia. Piove violenza, piove punizione.

Assassinio si diverte con delle cinghie, Giò cagnolino salò obbedisce scodinzolo. Stupro provetto elettricista simula Galvani con Baby fluida ranocchia, scopre fili, collega orifizi, inserisce spine, registra contrazioni. Lynch dà prova di grande regia, movimenti di macchina, carrelli lunghi, primi piani americani.

Vendetta pretende una foto per il suo album di ricordi e trionfale poggia il tacco a stiletto su Giò muso sgrugnato e Baby fica rotta mentre Stupro scatta istantanea e Assassinio suggerisce “Cheers”.

Pronti per il lancio, otto piani di purificazione. Baby e Giò angeli infernali accompagnati dall’occhio recording Lynch scivolano nell’aria tersaguadagnando il marciapiede che li accoglie spappolandoli. I loro corpi mostrano la nudità degli organi interni immersi nella salsa di ciliegie amare del loro sangue aortico.

Vendetta e il suo esercito festeggiano, sono loro adesso a ballareritmi assordanti e melodie tribali. Bulldozer abbraccia Stupro, Assassinio bacia Vendetta, i compartecipi si complimentano.

Un altro giorno aspetta il mondo. Il nemico è sconfitto, la pace santificata. Zittito il lettore, il silenzio riconquista lo spazio feretro e scuro. Il senso di responsabilità gode incredulo di fronte al facile risultato. Applausi commossi, bandiere issate, inni nazionali, mani sul cuore e presidenti da riconfermare.

Un sole carico di globuli rossi si erge dalla linea del mare pallido mentre succhia

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NARRAZIONI DI POPOLO

Un solo round decisivo...

"A short left hook and then a right to the jaw slammed the 25-year-old Turpin to the canvas," adding "He fell hard and his head hit the deck with a thump." Associated press

La statua si trova a Warwickshire in Inghilterra e domina con il silenzio del bronzo tutta Market Square. Lui accenna ostile un gancio corto, un colpo da KO. È Randolph Turpin, e la scultura in suo onore mostra che non ci si arrende mai, neanche da Morti, che la leggenda continua, anche dopo di noi.

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Aprile in Viaggio...
... con le lotte operaie.
È tratto dal romanzo Vogliamo tutto di Nanni Balestrini il reading-concerto, realizzato da noi di TN insieme a DeriveApprodi Editore, che attraverserà l’Italia a partire dal 27 aprile per (ri)parlare di lotte, repressione, operaismo, emigrazione, a quarant’anni dall’uscita del libro che meglio di qualunque altro ha raccontato questi temi a molte generazioni di lettori, attivisti, cittadini.

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Marzo con le pecore. Leggo e sento parlare di letteratura e rete, ancora, sono quindici anni che se ne discute, di social network e immaginifico, di e-book e ipertesto, la nuova abbuffata delle major. Vedo scrittori che girovagano straniti su facebook, mi pregerò di parlarvene nel prossimo numero di Bloodbath, leggo liste di proscrizione, classifiche, la lobby che cerca di imbrigliare il Popolo della rete ma non le riesce, o meglio le riesce difficile: troppo diverso da quello dei salotti buoni, così disomogeneo, delocalizzato, presente e assente in un tempo, asservito e accanito.

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Un editoriale muto.
Ascolta il Frumento Romano,
sfiora i chicchi di grano,

scopri alcune delle cose
che stiamo facendo.
Noi siamo la città dell'uomo.

 

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A voi. Il mito del Natale s’è fatto carne, indosserò un cuscino sullo stomaco e un vestito di pezza rossa, lo farò per la prima volta e a questo penso. Niente di più. Porterò una bicicletta arancione da 12 pollici sotto il braccio ed entrerò di soppiatto dal balcone. Mi farò racconto già prima di raccontare.
TerraNullius si ferma fino al 9 gennaio, vi facciamo gli auguri, l’editoriale esce con una settimana di anticipo, torniamo ad essere quello che siamo sempre stati. Niente di più.
A voi, il primo editoriale del nuovo anno!
Luca Moretti

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Audioteque

Toni Bruno