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Un lunedì qualunque - Gioacchino Lonobile

“Se vuoi chiamarla guerra allora guerra sia: tu scegli quando,
perché di fisso il posto è in ferrovia”
Kaos, Il codice

Viareggio 29 giugno 2009
Era circa mezzanotte di un lunedì, un lunedì qualunque.
Lo scoppio fu spaventoso, il cielo arancione intenso senza sfumature, i testimoni raccontarono di scene apocalittiche.
La deflagrazione investì le case vicine provocando il crollo di alcune palazzine.

Gaspare Paletta impiega circa quindici minuti per stringere entrambe le manopole, controllare più volte che siano perpendicolari al pavimento, passare le dita sotto la canna per assicurarsi che non goccioli, quindi esce dal bagno e dopo pochi passi torna indietro per esser certo che il rubinetto sia chiuso, tale procedura avviene almeno due volte ogni ora; il medico gli ha detto che è un lato del suo carattere che con il tempo può assumere diverse forme, può essere curato con efficacia, ma deve essere curato.

Si scavò nella notte.

Proseguirono le operazioni per la messa in sicurezza delle altre cisterne di GPL.

Gaspare Paletta è giunto al nord da meno di un anno, ha un contratto che scadrà tra due mesi, lavora come commesso in un grande magazzino al reparto elettrodomestici. Conosce meglio di chiunque altro pregi, difetti, particolarità e nel dettaglio le schede tecniche di megaschermi al plasma, ultra piatti, portatili da dieci pollici, tostapane, frullatori, lettori di qualunque cosa, telefonini di ogni marca, pinguini, ventilatori, autoradio, videocamere giapponesi, fotocamere svedesi, lavatrici e antenne. Con calma risponde a ogni domanda: a chi chiede cassette per nastri, autoradio per l’auto, compact col compact, lampade per fare la lampada, pile per batterie, stereo vegetali, phon da uomo, forni a infrarossi e altri strumenti sconosciuti ai più.

Le prime stime furono di quindici morti, tre dispersi, trenta feriti di cui alcuni in condizioni gravissime.

Un migliaio di persone furono evacuate dalle loro abitazioni.

Gaspare Paletta è convinto che la banalità crei partecipazione, che di certo non stupisca come il suo contrario, ma faccia sorridere e dire “sì anche io”. Si chiede chi possa essere in grado di puntare il dito e con certezza identificare un’ovvietà, visto che quasi sempre sono delle verità inoppugnabili. Gaspare Paletta non presta attenzione a ciò che gli si dice, possiede già le sue verità.

Un ulteriore disastro fu evitato grazie all'accortezza del capostazione che fermò due treni passeggeri in arrivo.

I soccorsi furono tempestivi. Centocinquanta persone della Protezione Civile lavorarono tutta la notte.

Gaspare Paletta è più uomo di pensiero che d’azione: si asciuga la fronte, si accarezza la barba incolta sul mento e talvolta rimane gratificato dalle sue considerazioni. All’ora in cui il caldo del giorno non viene mitigato dal tramonto, inizia a guardare ripetutamente il vecchio Casio con la cinghia in metallo, qualche volta accende la lucetta, ma con parsimonia per non consumare la batteria, che magari al buio quando serve poi non funziona.

Tre le ipotesi di reato: disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo.

Tre i giorni di lutto cittadino.

Gaspare Paletta ogni giorno finito il lavoro prima di tornare a casa si ferma al bar della stazione, chiede una birra grande, riempie il bicchiere e aspetta qualche secondo ammirando il liquido dorato, il tempo necessario affinché almeno due gocce sulla bottiglia riescano a scivolare fin sul tavolo. Passa la lingua tra le labbra e incolla il bicchiere, bevendo tutto in un sorso. Questo fa Gaspare Paletta, e mentre il bicchiere è a mezz’aria non ricorda il padre immobilizzato a letto a cui hanno amputato una gamba per il diabete, i colleghi, i clienti, i clacson, i vaffanculo, non pensa alla sua ragazza perché non ne ha, dimentica anche i rubinetti che gocciolano, il primo bicchiere di birra della giornata ha il potere di guarirgli la vita. Gaspare Paletta è convinto di essere una persona banale, ma questo non lo turba.

Il presidente della Repubblica, profondamente colpito dal catastrofico incidente, in una telefonata al sindaco espresse i suoi sentimenti di partecipazione al dolore delle tante famiglie colpite e di vicinanza all'intera cittadinanza

Il Papa invocò il "conforto" della  benedizione divina per i parenti delle vittime e preghiere di suffragio per i defunti.

Gaspare Paletta accende la lucetta del suo vecchio Casio con la cinghia in metallo, sono appena le nove di sera di quel lunedì, un lunedì qualunque.

Gioacchino Lonobile

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Commenti  

 
0 # beatrice 2012-04-25 00:09
bellissimo. complimenti.
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