Aveva passato la maggior parte del giorno a letto. Decise: si sarebbe alzato al tre, ma il conto alla rovescia non gli diede la forza necessaria. La stanchezza del solstizio se la sentiva addosso. La cefalea era prossima a venire.
All’ennesimo risveglio, ancora sul letto, allungò il braccio per prendere la tazzina. Sorbì le ultime gocce di caffè. A terra c’era un giornale d’inserzioni.
Lo prese e iniziò a sfogliarlo, sapeva che lì non avrebbe trovato il rimedio al suo male.
Coppia di calzini ambidestri cerca pari requisiti per condividere dolci momenti. Possibilità di ospitare, massima pulizia. No mercenari, no singoli. Tel. 328XXXXXXX.
Affittasi pacco di sigarette nazionali, morbide, numero venti posti letto. Ottimo stato, prezzo trattabile. Tel.329XXXXXXX. Telefonare ore pasti.
Si alzò di scatto dal letto: aveva trovato quello che cercava.
Scambiasi fine estate inizio autunno con fine inverno inizio primavera. Max. serietà, astenersi amanti del freddo e perdi tempo. Tel. 091/XXXXXX.
Il telefono, presto il telefono, dov’era finito? Iniziò a frugare tra pennarelli, gomme, squadre, matite, colori, righelli, carboncino, fogli, schizzi. Trovato. Non c’era credito. Mise il capotto direttamente sul pigiama, ancora in ciabatte scese per le scale. Arrivò in strada, frugò in tasca, tirò fuori una moneta e si diresse verso il telefono pubblico.
- Pronto?
- Sì?
- Telefono per l’annuncio.
- Dove l’ha visto?
- Sul giornale. Sono interessato.
- Bene, devo informarla che sono stati in molti a telefonare.
- In molti? Possiamo incontraci anche subito.
- Ha quello che chiedo?
- Sì!
- Le va bene tra un’ora?
- Ottimo. Lei si chiama?
- Orlowsky
L’autunno è Sophia, la conoscenza, il giusto governo. È la stagione che ha consapevolezza di sé. Si accresce nel tempo, vive nella certezza. Tedio domenicale.
La primavera è Selen, la giovinezza, troppo impegnata a vivere per avere coscienza della sua caducità. Ha tante speranze quante sono le sue incertezze. Il tempo è suo nemico. Solo una volta riuscì a batterlo, quando si addormentò in una caverna per essere contemplata.
C’è chi desidera una e ha l’altra e chi al contrario. Sophia e Selen se amano lo stesso uomo, lo fanno in stagioni diverse.
Si presentò all’appuntamento un'ora prima, come pure il signor Orlowsky del resto. Uno in pigiama a righe e paltò scuro, l’altro, un anziano signore, con una giacca vintage e una cravatta ormai fuori moda.
- Sa… salve, O...Orlowsky?
- Salve, giovanotto si sente bene?
- Mai stato meglio.
- Non si direbbe, la vedo pallido.
- Lei capirà, il momento non è dei più facili per me.
- Capisco a cosa sta rinunciando, ma per cosa? perché?
- Amo le donne mature.
- Non mi faccia ridere, è sicuro di quello che sta facendo?
- Sì!
Fecero lo scambio.
Cercò Sophia, trovò le sue stesse mani oramai magrissime, le rughe del suo viso e i pochi capelli rimasti. Cadde per terra privo di sensi.
In un balzo fu da disteso dormiente a seduto desto, nel letto in preda a spasmi e a tachicardia. Si mise le mani sulla faccia, corse allo specchio. Tutto bene, non era successo niente. Un brutto sogno.
- Si svegli! si svegli! cos’è si è assopito? così all’improvviso? capisco l’età, ma a me non capitava.
A quelle parole riuscì ad aprire gli occhi, coperti da una sottile patina bianca. Vide un giovane in giacca e cravatta, che ridendo correva verso la vita. In pigiama e paltò rimase steso sul marciapiede, sapeva di avere, ormai, tutto il tempo che voleva.



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