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Home Racconti Ultimo giorno d'estate - Gioacchino Lonobile

Ultimo giorno d'estate - Gioacchino Lonobile

Aveva passato la maggior parte del giorno a letto. Decise: si sarebbe alzato  al tre, ma il conto alla rovescia non gli diede la forza necessaria. La  stanchezza del solstizio se la sentiva addosso. La cefalea era prossima a  venire.

All’ennesimo risveglio, ancora sul letto, allungò il braccio per prendere la  tazzina. Sorbì le ultime gocce di caffè. A terra c’era un giornale d’inserzioni.

Lo prese e iniziò a sfogliarlo, sapeva che lì non avrebbe trovato il rimedio al  suo male.

Coppia di calzini ambidestri cerca pari requisiti per condividere dolci momenti.  Possibilità di ospitare, massima pulizia. No mercenari, no singoli. Tel.  328XXXXXXX.

Affittasi pacco di sigarette nazionali, morbide, numero venti posti letto. Ottimo stato, prezzo trattabile. Tel.329XXXXXXX. Telefonare ore pasti.

Si alzò di scatto dal letto: aveva trovato quello che cercava.

Scambiasi fine estate inizio autunno con fine inverno inizio primavera. Max. serietà, astenersi amanti del freddo e perdi tempo. Tel. 091/XXXXXX.

Il telefono, presto il telefono, dov’era finito? Iniziò a frugare tra pennarelli, gomme, squadre, matite, colori, righelli, carboncino, fogli, schizzi. Trovato. Non c’era credito. Mise il capotto direttamente sul pigiama, ancora in ciabatte scese per le scale. Arrivò in strada, frugò in tasca, tirò fuori una moneta e si diresse verso il telefono pubblico.

- Pronto?

- Sì?

- Telefono per l’annuncio.

- Dove l’ha visto?

- Sul giornale. Sono interessato.

- Bene, devo informarla che sono stati in molti a telefonare.

- In molti? Possiamo incontraci anche subito.

- Ha quello che chiedo?

- Sì!

- Le va bene tra un’ora?

- Ottimo. Lei si chiama?

- Orlowsky

L’autunno è Sophia, la conoscenza, il giusto governo. È la stagione che ha consapevolezza di sé. Si accresce nel tempo, vive nella certezza. Tedio domenicale.

La primavera è Selen, la giovinezza, troppo impegnata a vivere per avere coscienza della sua caducità. Ha tante speranze quante sono le sue incertezze. Il tempo è suo nemico. Solo una volta riuscì a batterlo, quando si addormentò in una caverna per essere contemplata.

C’è chi desidera una e ha l’altra e chi al contrario. Sophia e Selen se amano lo stesso uomo, lo fanno in stagioni diverse.

Si presentò all’appuntamento un'ora prima, come pure il signor Orlowsky del resto. Uno in pigiama a righe e paltò scuro, l’altro, un anziano signore, con una giacca vintage e una cravatta ormai fuori moda.

- Sa… salve, O...Orlowsky?

- Salve, giovanotto si sente bene?

- Mai stato meglio.

- Non si direbbe, la vedo pallido.

- Lei capirà, il momento non è dei più facili per me.

- Capisco a cosa sta rinunciando, ma per cosa? perché?

- Amo le donne mature.

- Non mi faccia ridere, è sicuro di quello che sta facendo?

- Sì!

Fecero lo scambio.

Cercò Sophia, trovò le sue stesse mani oramai magrissime, le rughe del suo viso e i pochi capelli rimasti. Cadde per terra privo di sensi.

In un balzo fu da disteso dormiente a seduto desto, nel letto in preda a spasmi e a tachicardia. Si mise le mani sulla faccia, corse allo specchio. Tutto bene, non era successo niente. Un brutto sogno.

- Si svegli! si svegli! cos’è si è assopito? così all’improvviso? capisco l’età, ma a me non capitava.

A quelle parole riuscì ad aprire gli occhi, coperti da una sottile patina bianca. Vide un giovane in giacca e cravatta, che ridendo correva verso la vita. In pigiama e paltò rimase steso sul marciapiede, sapeva di avere, ormai, tutto il tempo che voleva.

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NARRAZIONI DI POPOLO

Un solo round decisivo...

"A short left hook and then a right to the jaw slammed the 25-year-old Turpin to the canvas," adding "He fell hard and his head hit the deck with a thump." Associated press

La statua si trova a Warwickshire in Inghilterra e domina con il silenzio del bronzo tutta Market Square. Lui accenna ostile un gancio corto, un colpo da KO. È Randolph Turpin, e la scultura in suo onore mostra che non ci si arrende mai, neanche da Morti, che la leggenda continua, anche dopo di noi.

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Aprile in Viaggio...
... con le lotte operaie.
È tratto dal romanzo Vogliamo tutto di Nanni Balestrini il reading-concerto, realizzato da noi di TN insieme a DeriveApprodi Editore, che attraverserà l’Italia a partire dal 27 aprile per (ri)parlare di lotte, repressione, operaismo, emigrazione, a quarant’anni dall’uscita del libro che meglio di qualunque altro ha raccontato questi temi a molte generazioni di lettori, attivisti, cittadini.

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Marzo con le pecore. Leggo e sento parlare di letteratura e rete, ancora, sono quindici anni che se ne discute, di social network e immaginifico, di e-book e ipertesto, la nuova abbuffata delle major. Vedo scrittori che girovagano straniti su facebook, mi pregerò di parlarvene nel prossimo numero di Bloodbath, leggo liste di proscrizione, classifiche, la lobby che cerca di imbrigliare il Popolo della rete ma non le riesce, o meglio le riesce difficile: troppo diverso da quello dei salotti buoni, così disomogeneo, delocalizzato, presente e assente in un tempo, asservito e accanito.

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Un editoriale muto.
Ascolta il Frumento Romano,
sfiora i chicchi di grano,

scopri alcune delle cose
che stiamo facendo.
Noi siamo la città dell'uomo.

 

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A voi. Il mito del Natale s’è fatto carne, indosserò un cuscino sullo stomaco e un vestito di pezza rossa, lo farò per la prima volta e a questo penso. Niente di più. Porterò una bicicletta arancione da 12 pollici sotto il braccio ed entrerò di soppiatto dal balcone. Mi farò racconto già prima di raccontare.
TerraNullius si ferma fino al 9 gennaio, vi facciamo gli auguri, l’editoriale esce con una settimana di anticipo, torniamo ad essere quello che siamo sempre stati. Niente di più.
A voi, il primo editoriale del nuovo anno!
Luca Moretti

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Audioteque

Toni Bruno