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Home Racconti RAdioHEAD c'è - R. Mandracchia

RAdioHEAD c'è - R. Mandracchia

Dio probabilmente non esiste, ma i Radiohead sì. Per averne conferma il 18 giugno 2008 sono andato a Milano. Quella che segue è la scaletta di quel concerto: a ogni brano qualcosa che mi ha ispirato.


01. RECKONER

Sin da quando ero un bambino mi incanto a guardare l'arcobaleno nelle pozzanghere di benzina. Un giorno, se finirà nel modo in cui dicono gli esperti, questa cosa non succederà più.


02. 15 STEP

Quindici passi. E poi uno strapiombo. Con noi che rimanevamo sospesi come Willie il Coyote che poi guarda giù terrorizzato cerca di tornare indietro non ci riesce e casca nel peggiore dei modi.


03. THE NATIONAL ANTHEM

C'erano una volta dei mondiali di calcio in cui, in Italia, si sentiva spesso urlare Po,PoPoPoPoPo,Po. Un vigile urbano invece di fischiare alle auto urlava Po,PoPoPoPoPo,Po. Un barbone chiedeva l'elemosina urlando Po,PoPoPoPoPo,Po. Lo yuppie in carriera, una volta rimasto solo nel suo ufficio arredato frau, urlava Po,PoPoPoPoPo,Po. Al concerto degli Strokes a Torino si sentiva il pubblico urlare Po,PoPoPoPoPo,Po. Al concerto dei Rolling Stone a Milano si sentiva il pubblico urlare Po,PoPoPoPoPo,Po. Davanti ai maxischermi, al Circo Massimo, stavo nella ressa e la ressa urlava spesso Po,PoPoPoPoPo,Po Po,PoPoPoPoPo,Po Po,PoPoPoPoPo,Po.
Io mi sentivo morire.

 

04. ALL I NEED

G.M. ha questa teoria sulle zanzare: tu ti puoi infastidire quanto vuoi basta che non le uccidi, se ne uccidi una, anche solo una, loro si vendicano e ti svegli pieno di punture pruriginose. Sono solo insetti che tentano di sopravvivere alla notte. Sì, ma non capisco perché devono fare per forza zzzzzzzzzzzzzzzzz dritto nel mio orecchio.


05. NUDE

A.M. da piccolo diceva che voleva fare il papa. Adesso lavora in una compagnia d'assicurazioni e ha il macchinone in leasing.

 

06. AIRBAG

Ogni volta che sto in macchina e mi cade lo sguardo sulla scritta AIRBAG perché ci sta sempre una scritta AIRBAG penso a come deve essere ricevere in faccia quella specie di pouf durante un incidente. Poi mi accendo una sigaretta e abbasso il finestrino. Se mi capita,fischietto.


07. THE GLOAMING

P.P. mi racconta che dove abita era considerato un posto di streghe e c'era un albero, credo un noce,dove queste streghe si mettevano in circolo a fare i loro sabba, la notte. Poi dice la leggenda che nel punto in cui sorgeva questo noce hanno costruito la fabbrica di un liquore molto buono che bevi bevi e ti senti tranquillo. Poi, di colpo, ti sale tutto come quella volta nella metro.

 

08. DOLLARS & CENTS

Una volta io, F.B. e G.A. abbiamo trovato un biglietto da diecimila lire strappato a metà e ci rodeva non poterlo usare. Così abbiamo fotocopiato il pezzo mancante e l'abbiamo incollato a quello trovato per strada.
Una sera ci siamo presi la roba da bere pagando con quella banconota per metà fasulla. Anche quei cocktail erano per metà fasulli, pensandoci bene.


09. WEIRD FISHES/ARPEGGI

Una volta E.L. ha regalato tutto contento a mia madre dei pesci pescati da lui. Erano dei pesci grossì così, ma quando mia madre ha squartato loro il ventre sono uscite delle cose schifosissime e puzzolenti: abbiamo buttato i pesci e mia madre ha ordinato delle pizze.In quelle non c'erano 
ventri da squarciare.


10. FAUST ARP

A volte tra di noi c'è come un enorme elefante a pois che non riusciamo ad ignorare nel modo migliore.Poi lui va in un negozio di cristalli come quello che sta su Viale Marconi.

 

11. HOW TO DISAPPEAR COMPLETELY

G.P. sogna di scomparire e così si impegna: ogni mattina, cascasse il mondo, cerca di fare le cose senza infastidire nessuno. Silenzioso, cauto, vigile. Non fuma per evitare di impregnare tutta la casa, ride interiormente, quando respira lo fa piano.
G. è il mio coinquilino. Se G. scompare sono nella merda con l'affitto.


12. JIGSAW FALLING INTO PLACE

L'altro giorno L.L. ha trovato in un pacchetto di patatine un puzzle di 5 pezzi e si è sentita un poco idiota, ma non ce n'era motivo.

 

13. A WOLF AT THE DOOR

C'è sempre un lupo adulto che dice ad un lupo cucciolo che è rischioso gridare All'uomo! All'uomo! senza motivo perché poi becchi un uomo, magari pure armato. E sono cavoli.

 

14. VIDEOTAPE

G.P. racconta che una volta, da ragazzino, si era fatto prestare dall'amico V.G. una cassetta con su un film che era Io speriamo che me la cavo registrato dalla tv. Tutto contento torna a casa e, ad ora di pranzo, infila la cassetta nel videoregistratore. Mentre tutta la famiglia (madre,padre, sua sorella e lui) pranza a suon di spaghetti al sugo e carne arrostita sulla tv compare nell'ordine: uno spezzone da un cartone animato, trenta secondi di televendita di quadri astratti, il primo tempo di un film porno ed infine Io speriamo che me la cavo.
Al quinto fotogramma del film porno la madre di G.P. rischia di affogarsi con un pezzo di carne.


15. EVERYTHING IN ITS RIGHT PLACE

Il mio amico D.B. (detto anche C.S.) è fissato coi Pearl Jam. Così,quando nel 2006 sono tornati in Italia per alcune date, ha comprato il biglietto il giorno stesso che uscivano. Anzi, i biglietti, dal momento che andava sia a Bologna che a Verona perché è fissato ed era il primo tour dei Pearl Jam che si faceva.
A Bologna D.B. (o C.S.) la sera del concerto non sta più nella pelle e canta a squarciagola, beve, ride, beve, fa saltelli sul posto, poi dal bere passa  all'ingollare per terminare col risucchiare. Quando suonano il gruppo spalla si perde col resto della comitiva ed è ubriaco zuppo. La testa gli gira, le gambe sembrano non reggere e ha dei conati tremendi in fondo alla gola e, mentre il gruppo spalla smette di suonare, si dice Vabbè mi appoggio qui e chiudo un attimo gli occhi.
Quando li riapre c'è la luce del sole che entra da una finestra e una flebo attaccata al suo braccio. Una parte della gente intorno a lui è vestita da malato e l'altra da medico o infermiera. Lui non ricorda nulla della sera prima.
Al concerto di Verona, dove stavo anche io, tutto il tempo a dirmi Mi vergogno un po’ a dire che li sto vedendo adesso per la prima volta.
Quella sera, all'arena di Verona, pioveva a dirotto.

 

16. IDIOTEQUE

Io odio quando nei film c'è qualcuno che dice Prima le donne e i bambini perché poi anche i vecchi pretendono di essere presi in considerazione e i cardiopatici e chi ha qualcosa di ingessato.

 

17. BODYSNATCHERS

Il ventunesimo secolo è qualcosa su cui bisognerebbe prendere appunti per poi farne un falò.

 

encore #1:
18. HOUSE OF CARDS

Ci sono periodi in cui giocando a poker vinco tanto e ci sono periodi in cui giocando a poker perdo tanto. Qualcuno c'è sempre che ti dice Eh, sarai sfortunato in amore oppure Eh, sarai fortunato in amore.

 

19.THERE THERE

Quando guido il motorino aspetto sempre un impatto e mi chiedo se anche gli altri aspettino di prendermi in pieno.

 

20. BANGERS N' MASH

G.M. si lamenta sempre che la prendo a morsi ché poi va in giro con degli ematomi incredibili ed è costretta a dire qualcosa tipo che è caduta dalle scale.

 

21. JUST

Secondo me,in India,gli altri animali per non farsi fottere si travestono da vacche.

 

22. THE TOURIST

Quando vado in un'altra città penso sempre Non devo fare il turista Non devo fare il turista Non devo fare il turista Oddio avrò fatto il turista? Non devo fare il turista Non devo fare il turista Non devo fare il turista.
Una cosa sfiancante.


encore #2:
23. GO SLOWLY

Achille non riesce a superare la tartaruga, ma soltanto perchè la tartaruga in questione è dopata. Questo Zenone di Elea omette di dirci.


24. 2+2=5

Mio padre, ogni tanto, mi prende ancora in giro perché è convinto che io non sappia leggere l'orologio e mi fa delle domande trabocchetto. F.C. mi dice che è colpa delle suore perché lei alle elementari andava a scuola dalle suore e anche lei da piccola aveva difficoltà a leggere l'orologio. Io alle elementari andavo a scuola dalle suore. Alcune di loro avevano anche i baffetti.

 

25. PARANOID ANDROID

Sono nato a due passi da una fabbrica di polli che inquina un po’ tutto. Mio padre è una specie di santone perché dice che sente la voce degli impiegati morti in quella fabbrica, ma secondo me è pazzo. Questo spiegherebbe perché si è risposato con una grassona incredibile che  si veste elegante persino per stendere il bucato. Imitazioni di Armani, Valentino, Cavalli, Dolce & Gabbana. Non pensavo che di quegli abiti esistesse anche la sua taglia. Tutti e due, mio padre e la mia matrigna, lavorano alla fabbrica di polli. Mia madre lavorava anche lei lì, ma era l'unica a non prendermi in giro e bastonarmi di continuo. Mia madre è morta nella fabbrica, ma mio padre dice che la sua voce non riesce a sentirla. E quella grassona intanto si  esalta per l'ultima imitazione di Gucci che è riuscita a trovare.Ogni cosa che loro toccano poi puzza di pollo.
Una notte, mentre sto vedendo una replica di Mazinga alla tv,fantastico di essere un robot gigantesco che difende i più deboli e allora vado in cucina lentamente, muovendomi in modo meccanico, a scatti. Nel terzo cassetto accanto al forno c'è un coltello gigantesco che è la particolare arma del robot che sono diventato. Stringo l'impugnatura del coltello che puzza di pollo e, un piede metallico dopo l'altro, salgo al piano di sopra. Una sinfonia pesantemente nasale stordisce i miei microchip audio, ma sono pur sempre un robot e resisto. Apro la porta della stanza da letto di quei due poveri patetici esseri umani. La prima coltellata è per la grassona. La seconda coltellata è sempre per la grassona che ha iniziato a scalciare e strillare. Ma io sono un robot e me ne frego. La terza e la quarta prendono mio padre sul petto e sul collo. Spruzzi di sangue ovunque. Mio padre mi fissa incredulo, fa come per dire qualcosa ma non ci riesce e sputa sangue. Ma io sono un robot e me ne frego. La quinta e la sesta coltellata sono di nuovo per la grassona che si decide a stare ferma e zitta, morendo. Sono un robot vendicatore, e uso il coltello. Sono un robot vendicatore, e non puzzo di pollo. Sempre muovendomi a scatti scendo al piano di sotto ed esco fuori, nel giardino, tra i nani di gesso che circondano una stupefatta Biancaneve che raccoglie un fiore.Tutte queste cose puzzano di pollo.
E poi comincia a piovere. Su di me. Da una grande altezza.

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NARRAZIONI DI POPOLO

Un solo round decisivo...

"A short left hook and then a right to the jaw slammed the 25-year-old Turpin to the canvas," adding "He fell hard and his head hit the deck with a thump." Associated press

La statua si trova a Warwickshire in Inghilterra e domina con il silenzio del bronzo tutta Market Square. Lui accenna ostile un gancio corto, un colpo da KO. È Randolph Turpin, e la scultura in suo onore mostra che non ci si arrende mai, neanche da Morti, che la leggenda continua, anche dopo di noi.

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Aprile in Viaggio...
... con le lotte operaie.
È tratto dal romanzo Vogliamo tutto di Nanni Balestrini il reading-concerto, realizzato da noi di TN insieme a DeriveApprodi Editore, che attraverserà l’Italia a partire dal 27 aprile per (ri)parlare di lotte, repressione, operaismo, emigrazione, a quarant’anni dall’uscita del libro che meglio di qualunque altro ha raccontato questi temi a molte generazioni di lettori, attivisti, cittadini.

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Marzo con le pecore. Leggo e sento parlare di letteratura e rete, ancora, sono quindici anni che se ne discute, di social network e immaginifico, di e-book e ipertesto, la nuova abbuffata delle major. Vedo scrittori che girovagano straniti su facebook, mi pregerò di parlarvene nel prossimo numero di Bloodbath, leggo liste di proscrizione, classifiche, la lobby che cerca di imbrigliare il Popolo della rete ma non le riesce, o meglio le riesce difficile: troppo diverso da quello dei salotti buoni, così disomogeneo, delocalizzato, presente e assente in un tempo, asservito e accanito.

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Un editoriale muto.
Ascolta il Frumento Romano,
sfiora i chicchi di grano,

scopri alcune delle cose
che stiamo facendo.
Noi siamo la città dell'uomo.

 

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A voi. Il mito del Natale s’è fatto carne, indosserò un cuscino sullo stomaco e un vestito di pezza rossa, lo farò per la prima volta e a questo penso. Niente di più. Porterò una bicicletta arancione da 12 pollici sotto il braccio ed entrerò di soppiatto dal balcone. Mi farò racconto già prima di raccontare.
TerraNullius si ferma fino al 9 gennaio, vi facciamo gli auguri, l’editoriale esce con una settimana di anticipo, torniamo ad essere quello che siamo sempre stati. Niente di più.
A voi, il primo editoriale del nuovo anno!
Luca Moretti

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Audioteque

Toni Bruno