Quinto appuntamento con i RedReading, un incontro tutto declinato al femminile. Mika è il nome d’arte – e di battaglia – di Micaela Etchebéhère, donna argentina che ha attraversato la storia del Novecento e le sue tumultuose lotte. Mika ha combattuto per la libertà e la giustizia nel suo paese, in Spagna contro Franco, contro il nazismo e, anziana , si è impegna nel 68 francese. Mika è il simbolo vivo della conquista del desiderio di lottare, di esporsi, di rischiare, e di esserlo con il corpo di donna che arriva fino a noi attraverso l’opera di ricerca di Elsa Osorio. Il suo libro “La Capitana”, - tradotto in italiano in “La Miliziana” e pubblicato da Guanda – è infatti prevalentemente un inseguimento sentimentale, una ricerca appassionata, un dialogo continuo tra donne – tra la Osorio e Mika, tra Mika e le sue compagne. Mika è la storia vera di un’utopia.
Un’utopia femminile che impegna una diversa ragione e una immaginazione sempre nuova capace di proporre il sogno di una civiltà fatta di bellezza. Questo sogno è sempre stato represso, e questa repressione coincide con quel lungo corso di secoli che chiamiamo Storia. Quella Storia che Elsa Morante ha definito un incubo. Ma anche nella notte di un incubo troviamo delle luci, delle stelle, come quelle raccontate, a chiusura dello spettacolo, dalle immagini di Veronica Leffe e dalle parole di Pier Paolo Di Mino. Cinque stelle, fra le tante, di donne la cui lotta non può finire. Il cui amore non muore mai.