Non sono molte le fotografie che raccontano il terremoto calabro-siculo del 1908. Ma esistono medaglie commemorative, litografie, illustrazioni, e parlano una lingua terrestre che dice cose terribili in un tempo assurdamente breve: trentasette secondi per uccidere centoventimila persone, meno di un minuto per generare un'onda che arriva quando il silenzio raggiunge un apice sconosciuto; accade che il mare prima sospira e poi aspira, e spazza via le città e livella il suolo come se fosse un frigorifero lanciato su un'aiuola di margherite. Le fotografie aiutano a capire la sottrazione improvvisa, e dimostrano che ogni volta è la stessa tragedia a far tremare la terra e a lanciarle contro acqua che pesa come piombo.







Etemenanki è un contenitore di storie senza sottotitoli. Lo abbiamo chiamato con il nome sumerico di una ziqqurat costruita quattromila anni fa. Oggi come allora vigono gli stessi limiti, le torri oscurano il cielo e la letteratura è rinchiusa nei confini di una lingua. Etemenanki proporrà racconti inediti in lingua originale. Questo è il secondo racconto, la seconda strofa della pietra angolare.
Terza Puntata: un racconto di Lorenzo Iervolino che ci porta in Messico, nel 1911, anno in cui la Rivoluzione è ancora solo un malessere non pianificato, una rabbia che avvicina le persona attorno alle parole Tierra y Libertad. Emiliano Zapata è un giovane cavallerizzo dello stato del Morelos, ma da quei primi vagiti di rivolta, diventa uno dei maggiori nemici del Dittatore Porfirio Diaz che ordisce contro di lui imboscate e piani per eliminarlo. Ma grazie ad una "spia", nell'imboscata di Cuautla, Emiliano zapata sarà salvo.
Le storie, la strada, i movimenti, la bellezza dei movimenti, la musica, il racconto emozionale sono protagonisti anche stasera del nuovo appuntamento di Red Reading, il programma teatrale di Tamara Bartolini e Michele Baronio che ruota attorno ai libri, alla letteratura, al sangue e al sudore di chi le storie le vive prima che diventino letteratura, racconto.



