TerraNullius

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Badanti - Saverio Fattori

Allungo le mani, la mia smorfia è un sorriso, lei ride,  mi dà uno schiaffetto sulla guancia, la sua reazione mi dà forza, deve capire che non sono inoffensivo, che sono ancora maschio nei muscoli e quindi tra le gambe, la sedia a rotelle traballa, c'è un'amichevole colluttazione, un gioco, si torna bambini, ma sessuati, io le cingo i fianchi robusti, non sono più schizzinoso come fui stupidamente in gioventù.

 

Un cosacco, un maiale e la terra promessa - Benedetta Sonqua Torchia

Questa è la storia di un poveraccio, un cosacco e un maiale. E’ la storia di un bombardamento e del ricatto di una terra promessa. E’ la storia di gente che ha fame. E’ la storia di una targa vista per caso. Questa è.

Del maiale non si butta via niente ma per farlo venire su bene, tondo e saporito, si deve pur rinunciare a qualcosa. Privarsi, in fondo, poi, lui c’era anche abituato. Neanche una gran fatica: ormai c’era quasi più niente.

 

Calendario del popolo - Pier Paolo Di Mino

Il 17 maggio, al Salone internazionale del libro di Torino – eventi OFF, si è tenuta la presentazione del nuovo numero del Calendario del Popolo (http://www.calendariodelpopolo.it/) dedicato ai temi della crisi editoriale e culturale. La storica rivista interviene sull’argomento con il suo consueto spirito di avanguardia e nel carattere che da oltre 67 anni gli è proprio,(http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Calendario_del_Popolo).  Nomi di spicco del settore sono stati ospitati dal Calendario e hanno presentato diversi punti di vista sulla questione. Quello che segue è l’intervento di Pier Paolo Di Mino.

 

I santi. Tre frammenti - Iervolino, Lupo, Funetta

Forse c’era già stato lì. O forse no. Il fumo ovattava le pareti, umide come schiene di schiavi, e una musica gracchiante bucava la tensione già alta di quei primi istanti d’attesa. Il pavimento rimbalzava una melma di accenti che si mischiavano in un unico sussurro di disperazione, condivisa e lontana. Tra le poche facce che sormontavano i tavolini rotondi come piccoli soli nostalgici c’era il “suo uomo”. E questo era tutto.

La ragazza entrò silenziosamente nei suoi occhi, aveva una pelle eritrea, occhi che però gli ricordavano il Marocco. Ma esistevano ancora l’Eritrea e il Marocco?, le nazioni, esistevano ancora? La sua tazza di tea oolong venne lasciata dalla ragazza sul tavolino. Lui le sorrise. Lei no. Anzi, fu l’inverso. Di sicuro non scambiarono una parola. Il tea era caldo, ma lui lo bevve lo stesso. Voleva bruciarsi le labbra e voleva che le labbra bruciate gli ricordassero Sopra, se mai fossero ancora veri i suoi ricordi, o soltanto suggestioni da labbra bruciate, voci di madri riprodotte da una memoria fittizia, odori di marciapiedi, piscio, pioggia che innaffia la terra dopo un’estate intera che sapeva di morte.

 

Egon Bondy "Fratelli invalidi" - Un samizdat - Luciano Funetta

In un tempo eroico e grandioso, il poeta che osò abbandonare lo scudo venne scacciato. Fu costretto a costruirsi una baracca di lamiera al limitare del bosco, a lato di un sentiero secondario che veniva usato dai carrettieri per trasportare gli orci pieni d’acqua dal fiume alla città di Paro. Nella capanna, alla luce dell’olio combustibile, il poeta beveva birra Urquell sintetica e componeva giambi che mandava a memoria. I suoi versi si scagliavano contro ogni cosa, deridevano l’industria, ghignavano sul sacerdozio, si burlavano degli eroi e della kalokagathìa, della bellezza virtuosa dell’ideale del suo tempo. «Non vedo più gli amici» scriveva nel suo diario «Tra di loro ci sono poeti migliori di me. Per vivere sono costretti a lavorare e questo è assurdo, perché il lavoro toglie loro il tempo per comporre versi. Uno fa il cameriere, un altro il postino, uno il guardiano in un museo, uno vende abbonamenti telefonici, un altro lavora in un albergo per turisti. Il loro destino è per me causa di sconfinato dolore. Ormai il mondo appartiene alla molteplicità e lo spazio per noi sembra non esserci. Ho abbandonato Paro perché mi sono trasformato in qualcosa che gli uomini non accettano. Sono un invalido. Un giorno il signor Egon Bondy da Praga scriverà di questo meglio di me».

 

Anime gemelle #3 - La bambina e il professore - Veronica Leffe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Editoriale Maggio 2013 - Le date del Flep! 2013

Dopo mesi di preparazione finalmente le date della seconda edizione del FLEP!, il Festival delle Letterature Popolari. L'edizione 2013 del FLEP! si terrà dal 19 al 22 settembre a Roma in un posto nuovo e bellissimo che a breve riveleremo.

 

Che nessuno resti indietro, storia di un’altra immagine @ Teatro Argot

Le storie, la strada, i movimenti, la bellezza dei movimenti, la musica, il racconto emozionale sono protagonisti anche stasera del nuovo appuntamento di Red Reading, il programma teatrale di Tamara Bartolini e Michele Baronio che ruota attorno ai libri, alla letteratura, al sangue e al sudore di chi le storie le vive prima che diventino letteratura, racconto.

 

 

NARRAZIONI DI POPOLO

Editoriali

Dopo mesi di preparazione finalmente le date della seconda edizione del FLEP!, il Festival delle Letterature Popolari. L'edizione 2013 del FLEP! si terrà dal 19 al 22 settembre a Roma in un posto nuovo e bellissimo che a breve riveleremo.

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